ComPA' http://www.comunicazionepalermo.com Il Marketing e la Comunicazione a PAlermo Fri, 03 Aug 2018 16:30:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 http://www.comunicazionepalermo.com/wp-content/uploads/2016/07/cropped-Logo-ComPA-new-512-32x32.jpg ComPA' http://www.comunicazionepalermo.com 32 32 La nuova Privacy Policy di ComPA’ http://www.comunicazionepalermo.com/2018/05/24/la-nuova-privacy-policy-di-compa/ http://www.comunicazionepalermo.com/2018/05/24/la-nuova-privacy-policy-di-compa/#respond Thu, 24 May 2018 13:05:28 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2633 Stai ricevendo una miriade di email nella tua casella di posta elettronica riguardo gli aggiornamenti alla Privacy Policy da parte dei servizi a cui sei iscritto. La causa è l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla privacy, comunemente chiamato GDPR o RGDP (Regolamento Generale sulla Protezione Dati). Purtroppo, devi sorbirti anche la mia di email a riguardo – e giuro che ti capisco, in questa settimana ne ho ricevuto a decine, se non centinaia.

Non sto a dilungarmi molto. In questa pagina è contenuta la nuova Privacy Policy di ComPA’ e le informazioni sui Cookie. Non essendo questo blog un’attività professionale, né tanto meno un’azienda, non ero obbligato a farlo; detto questo mi sono sentito in dovere di aggiornarla comunque.

In breve, è spiegato in modo più dettagliato quali sono i dati personali raccolti, cosa se ne fa, i tuoi diritti e le informazioni sui Cookie e come non venire tracciati, servizio per servizio. In aggiunta, tu che sei iscritto alla newsletter con Feedburner stai ricevendo l’email contente questo nuovo articolo come memorandum, e che se non vuoi ricevere più gli aggiornamenti tramite questo servizio puoi disiscriverti dalla email che hai ricevuto o contattarmi e provvederò io stesso ad eliminarti – tra l’altro, la frequenza con cui pubblico è veramente così bassa che credo di non essere assolutamente un fastidio.

Discorso diverso per la Policy sul mio sito dariovalentino.com, in cui è attivo il blocco preventivo di tutti i servizi e in cui è necessario accettarne le condizioni per contattarmi, oltre che per offrirti un servizio e un’esperienza di navigazione migliore.

Per tutto il resto puoi sempre accedere a ComPA’, seguire il blog sui vari Social che trovi qui a lato, oppure se ancora non lo hai fatto iscriverti alla newsletter di questo blog – ripeto, frequenza di invio molto bassa.

A risentirci 🙂

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Disintermediare dalle OTA a Natale: 3 strategie di Web Marketing turistico http://www.comunicazionepalermo.com/2017/12/19/disintermediare-dalle-ota-a-natale-3-strategie-di-web-marketing-turistico/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/12/19/disintermediare-dalle-ota-a-natale-3-strategie-di-web-marketing-turistico/#respond Tue, 19 Dec 2017 16:14:39 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2499 Non voglio ripetere quanto sia difficile competere contro le tanto discusse OTA. L’ho sostenuto questa estate, quando mi sono occupato di quello che una struttura ricettiva può fare per disintermidiare contro gli intermediari di viaggio, portando l’esempio di una ricerca su Google in cui la maggioranza dei risultati erano riconducibili a questi “player” di settore.

E lo continuo a sostenere anche adesso, che ci troviamo nel periodo invernale.

Probabilmente questa è l’espressione di chi possiede un hotel, un b&b o una casa vacanza di fronte al potere economico e di risorse delle OTA quando deve trovare un modo per non dover dipende costantemente da loro.

Per fortuna gli strumenti digitali consentono di trovare una strada per sfuggire a questo strapotere. Il segreto si trova nel conoscere a fondo i clienti e le motivazioni che li spingono a soggiornare presso la struttura, cosa di speciale ha da offrire la struttura e il territorio locale. La piena consapevolezza di questi tre elementi porta non solo a sopravvivere nel mercato travel senza dover dipendere di continuo dalle prenotazioni provenienti dalle agenzie di viaggio online, ma anche ad avere una buona redditività a medio-lungo termine in questo settore fortemente concorrenziale – non dimentichiamoci che oltre alle OTA ci sono anche i nostri concorrenti.

Oltre all’articolo prima citato, in cui tra l’altro consiglio di sfruttare le stesse OTA per scopi di posizionamento nei motori di ricerca, mi sono in qualche modo occupato di questa tematica anche quando ho trattato delle strategie di Web Marketing estive per una struttura ricettiva. E per completezza, voglio trattare questo argomento riferendomi al periodo natalizio – sebbene questo sia un blog che tratta di Marketing a Palermo potrebbe suonare un po’ strano, qui d’altronde si sa, c’è il mare, il sole, fa sempre caldo…ma esiste anche l’inverno, il freddo e la neve 😀

uomo rilassato davanti al computer

Questa è invece l’espressione di chi gestisce una struttura ricettiva senza doversi più preoccupare di trovare delle strade alternative ai soliti portali come Booking, TripAdvisor e compagnia bella. Magari ha seguito una strategia simile a quella che sto per descrivere 😉

Peranto, cosa si può fare per acquisire nuovi ospiti presso la propria struttura ricettiva durante le vacanze di Natale, direttamente e senza l’intermediazione delle OTA?

La mia idea è semplice: strutturare una strategia con contenuti di tipo informativo e commerciale impiegando meno risorse possibili in termini di tempo e denaro. L’obiettivo è quello di cercare di entrare in contatto con i potenziali clienti sia all’inizio della loro customer journey, ovvero all’inizio del loro percorso da cliente, quando iniziano a prendere consapevolezza della meta verso cui viaggiare, sia poco prima della fine, quando sono praticamente pronti a effettuare la prenotazione. E questo avvalendosi di questi 3 canali digitali.

  1. Campagna pubblicitaria su Facebook Ads;
  2. Content Marketing sul proprio blog;
  3. Email Marketing alla lista di propri contatti.

Vediamoli nel dettaglio.

Pubblicità con Facebook Ads

meme di liam neeson su facebook ads

Questo canale si focalizza sulla parte bassa della customer journey, ciò comporta per la struttura ricettiva utilizzare una comunicazione di tipo commerciale. La campagna pubblicitaria consisterebbe nella classica delle promozioni natalizie – o di capodanno, a proposito cosa organizzi a capodanno? 😀 – ma che contenga nella proposta il servizio più richiesto dagli ospiti o quello che contraddistingue la struttura dalla concorrenza.

Un esempio? Immagina un hotel con piscina panoramica sulla città, il motivo per cui la maggior parte dei turisti stranieri prenota presso la struttura; il proprietario potrebbe confezionare una promozione esclusiva di qualche giorno con possibilità di usufruire della piscina tutte le volte che si vuole. Strutturerebbe una landing page sul proprio sito apposita e imposterebbe un annuncio con immagine della piscina e testo che indirezzerebbe alla stessa landing page rivolta a coloro che cercano una sistemazione a Natale di questo tipo. Qui sotto ho ipotizzato un esempio di pubblico a cui indirizzare la campagna pubblicitaria.

esempio di targetizzazione facebook ads

La stessa campagna potrebbe essere inoltre rivolta ai fan della pagina Facebook della struttura o agli utenti della mailing list che hanno un profilo sul Social Network. Ma le possibilità di targetizzazione potrebbero essere diverse, così come il tipo di annuncio da mostrare o il tipo di “ottimizzazione della pubblicazione degli annunci” da scegliere per mostrare le proprie pubblicità. Insomma, effettuare un piccolo test su questa campagna sarebbe l’ideale, specialmente quando non si è sicuri di quale opzione applicare tra quelle proposte da Facebook.

Content Marketing con un articolo sul blog della struttura

Al contrario della prima tattica, questa si concentra sulla fase iniziale dell’esperienza del cliente, e si focalizza su cosa può offrire la realtà locale in cui è immersa la struttura durante il periodo natalizio.

articolo di Homeaway sul Capodanno a Palermo

Sì lo so, l’articolo è realizzato da una OTA, ma non sono riuscito a trovarne uno simile scritto da una struttura ricettiva palermitana.

L’attività contenutistica che suggerisco è quella di realizzare un articolo sulle cose da fare a Natale in zona, a livello di eventi, luoghi, musei e attrazioni da visitare, magari stilando una classifica sulla base dei suggerimenti forniti dagli ospiti che hanno già soggiornato in passato e nello stesso periodo. Lo stile dell’articolo sarà molto informativo, con documentazioni visive come immagini, video e qualche link di riferimento esterno, e avrà come obiettivo quello di stimolare emozionalmente il potenziale cliente invogliandolo a visitare la città o il paese.

Perché scrivere del proprio territorio potrebbe contribuire ad aumentare le prenotazioni?

Un articolo ben scritto, oltre che ben strutturato e impaginato dal punto di vista grafico e delle informazioni inserite, dimostra l’ottima conoscenza del territorio di appartenenza; inoltre chi legge l’articolo e vuole visitare la destinazione potrebbe essere indotto a pensare che la struttura possa costituire il luogo ideale di partenza da cui visitare il territorio. È un discorso di autorevolezza: più ci si dimostra competenti in materia più le persone percepiranno la struttura come la perfetta guida turistica (e dimora turistica) del luogo.

E a proposito, suggerisco caldamente alle strutture turistiche operanti a Palermo e Sicilia di sfruttare il prima possibile questa tattica di Content Marketing, anche perché la Sicilia è inserita tra le tendenze di Google come meta turistica più ricercata nel 2017 🙂

Campagna Email alla propria mailing list

Questa tattica funziona in entrambi i casi della customer journey qui trattati: può infatti essere usata sia nel caso della promozione, sia nel caso dell’articolo.

meme su babbo natale e le email

La promozione potrebbe essere inviata anche a ridosso delle vacanze di Natale, poiché coloro che hanno già deciso di soggiornare presso la struttura o comunque di visitare la destinazione saranno maggiormente propensi a prenotare trovandosi nello stato mentale di avere già scelto dove trascorrere le vacanze; l’invio dell’articolo va invece effettuato un po’ prima – e a dir la verità lo stesso articolo andrebbe realizzato almeno un mese prima di questo periodo – poiché ancora il potenziale cliente si trova nella fase della ricerca della metà turistica natalizia.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma nelle mailing list non sono contenute le email di chi ha soggiornato presso la struttura in precedenza? La possibilità che gli stessi tornino a visitare la destinazione non è minima?

In realtà non è così. Non è detto che le email vengano inviate solamente a da persone che siano già state ospiti della struttura, così come non è detto che le stesse non vogliano ritornare. La lista di contatti email potrebbe essere costituita anche da chi si è semplicemente iscritto al servizio di newsletter della struttura; e inoltre gli ospiti passati potrebbero essere rimasti tanto soddisfatti della loro esperienza di soggiorno e della destinazione visitata che potrebbero essere felici di ritornare. E avendo parlato con alcuni proprietari di strutture ricettive, ti asscuro che quest’ultima situazione non è poi così rara 😉

Per chi non fosse convinto dell’efficacia dell’email come strumento di Web Marketing utile ad ottenere conversioni, consiglio di leggere le ragioni per cui ancora oggi un’azienda dovrebbe usufruirne.

 

Prima di terminare la lettura

Questa è un’idea di ciò che potrebbe fare una struttura ricettiva per aumentare le presenze durante il periodo di Natale facendo Web Marketing. Ma le opzioni, in termini di strategie, tattiche e canali, sono molteplici. Una struttura ricettiva potrebbe avvalersi di altre strategie, così come potrebbe sfruttare solamente uno dei canali appena enunciati, ad esempio avvalendosi di Facebook Ads per la promozione natalizia.

Inoltre ogni struttura ricettiva, così come qualsiasi attività e azienda, rappresenta un caso specifico, con i suoi obiettivi, le sue risorse e le sue necessità. Per questo un professionista SEO, di pubblicità digitale o in generale di Web Marketing – uno a caso 😀 – quando viene interpellato, dovrebbe, insieme al suo cliente, trovare la soluzione adatta alla specifica situazione dell’azienda.

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Il requisito fondamentale per il successo di un business http://www.comunicazionepalermo.com/2017/09/06/il-requisito-fondamentale-per-il-successo-di-un-business/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/09/06/il-requisito-fondamentale-per-il-successo-di-un-business/#respond Wed, 06 Sep 2017 10:11:14 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2466 È la cultura della crescita.

In questo blog ho trattato diversi argomenti di Marketing e Comunicazione, principalmente rivolgendomi a chi ha un business locale e ha necessità di acquisire visibilità e clienti specialmente sul web. Tutti gli sforzi che un imprenditore o un manager può fare in tal senso potrebbero comunque non essere sufficienti se non si possiede una mentalità che sia orientata ad una strategia di crescita aziendale e alla ricerca continua della soddisfazione dei clienti. È qualcosa che va al di là della tematiche qui trattate, ma che al tempo stesso le interessa. Pertanto, prima di qualsiasi strategia di Marketing, o di Comunicazione che sia, vorrei precisare alcuni concetti che delineano in cosa consiste la cultura della crescita per un’impresa.

La cultura della crescita è un approccio orientato alla ricerca di modi per rendere il business scalabile e profittevole. Una concezione mentale che si basa su alcuni fattori imprescindibili e che richiede un continuo miglioramento delle performance aziendali. È molto importante che questa cultura non sia di proprietà esclusiva della dirigenza, ma deve essere condivisa in tutta l’azienda: la crescita è infatti possibile solo se viene coinvolto attivamente tutto il personale; d’altronde, accade spesso che viene introdotta dal basso, figure professionali attente alle novità in tema di innovazione.

Non è un semplice modo di pensare: è una metodologia di fare business nata negli Stati Uniti, indicata con il termine di Growth Hacking, ovvero “hacking della crescita”. Concezione che si sta diffondendo anche in Italia, sebbene in modo parzialmente errato: molti infatti pensano che si riferisca semplicemente a trucchi e scorciatoie per ottenere un elevata mole di traffico e nuovi clienti, e questo errore probabilmente deriva dal termine “hacker” che noi qui intendiamo con un’accezione negativa ma che in realtà si riferisce a modi nuovi e non percorsi da nessun altro per trovare la strada della crescita e dello sviluppo del business.

Come dunque far crescere e prosperare un’impresa? Focalizzandosi su questi aspetti:

  • le persone;
  • i dati;
  • una metrica;
  • gli esperimenti;
  • il continuo miglioramento di tutto.

pianta che cresce

Il primo elemento sono le persone, e non semplicemente i clienti: non sono infatti meri acquirenti dei prodotti o servizi offerti, ma individui con i loro bisogni e necessità. Conoscere le persone di riferimento è fondamentale in quanto è in base alle loro caratteristiche che dovrà essere proposto ciò che si offre; sarà importante conoscere le loro motivazioni e i problemi che il prodotto andrà a risolvere, capire perché lo amano e cosa li spinge ad utilizzarlo. L’azienda dovrà condurre sondaggi e interviste approndite, anche faccia a faccia, per comprendere a fondo il loro universo e come poterlo collegare al suo. Dopotutto, è per loro che vengono realizzati i prodotti e i servizi e quindi l’offerta dell’azienda non può prescindere dalla comprensione del pubblico di riferimento.

Altro elemento importante sono i dati, quelli relativi ad esempio al comportamento dei visitatori di un sito web o alle vendite. I dati infatti arricchiscono quanto si evince dalle interviste e dai sondaggi. Senza di essi inoltre tutto quello che si pensa del comportamento dei propri clienti sarebbe solo un’opinione. I dati servono a comprendere maggiormente le interazioni delle persone con l’azienda e, viceversa, il percorso che un gruppo di persone ha effettuato per acquistare quel determinato prodotto. Per avere una visione chiara, è necessario servirsi di diversi strumenti di raccolta dati, per indagare a fondo e capire con chiarezza e certezza come un potenziale cliente è divenuto tale.

Avere una grande mole di dati è un ottimo punto di partenza, ma cosa farsene dei dati se non si ha chiaro in mente cosa misurare? Per la precisione, qual è il giusto parametro che consente di tenere sotto controllo la crescita aziendale? Ogni attività dovrebbe guardare sempre a una sola metrica, quella che rende redditizio il business e che consente di farlo prosperare; non è la semplice metrica dell’acquisizione del cliente o della vendita, ma una metrica che sia specifica dell’attività e vicina al suo core business, differente da tutte le altre. Ad esempio, la “metrica che conta” per un e-commerce non è la conferma di un’ordine da parte di un cliente, ma potrebbe essere il numero medio di ordini che un utente compie nell’arco di un mese. Avere una metrica specifica del business, facilmente individuabile e misurabile permette di rimanere sempre focalizzati sugli obiettivi d’impresa, e di effettuare tutte le modifiche necessarie per migliorarne le prestazioni nel tempo.

gioco di squadra

Tuttavia, tali modifiche devono essere effettuate con cognizione di causa, quindi sperimentando se determinati elementi vanno cambiati oppure no. Il che porta all’altro elemento essenziale per la crescita del business: i continui test. Per capire infatti cosa funziona e cosa no, è necessario effettuare dei test sulla base dei dati e delle informazioni sulle persone di cui si dispone. Cosa sperimentare? Qualsiasi elemento possa essere utile al fine di migliorare le performance della metrica di business. Prima di effettuare qualsiasi test, è importante esprimere delle ipotesi sui risultati attesi dagli esperimenti, in modo tale da rendere il tutto maggiormente misurabile. È importante inoltre effettuare un test per volta per capire con chiarezza il comportamento delle singole variabili e, infine, di testare con periodicità e frequenza, al fine di migliorare continuamente le prestazioni.

Il che porta all’ultimo elemento: ottimizzare le prestazioni per il continuo miglioramento. L’impresa col gene della cultura della crescita non si fermerà ai dati sulle persone e di business a disposizione e ai primi test, ma continuerà a perseverare nella ricerca della strada più adatta alla crescita in modi sempre nuovi e originali, in cui non sono importanti i canali utilizzati e le tattiche, ma in cui conta prima di tutto la mentalità e il metodo. La cultura della crescita è infatti un ciclo continuo che non può essere abbandonato nel momento in cui arrivano i primi risultati. Facebook rappresenta in tal senso l’esempio più lampante della metodologia del Growth Hacking: il Social Network cambia e testa continuamente gli elementi della sua piattaforma e introduce di continuo nuove funzionalità; questo perché ha abbracciato in pieno la cultura della crescita e al suo interno esiste un team di persone che si occupa esclusivamente di questo.

Di contro la metodologia non va messa da parte se i risultati non arrivano: è importante precisare che il fallimento sarà sempre dietro l’angolo, e nelle prime fasi di test si otterranno sempre dei risultati negativi. Non bisogna però gettare la spugna, l’impresa sa che dovrà continuare a testare e ottimizzare per individuare la giusta via della crescita.

 

Da quanto visto si evince che abbracciare la cultura della crescita richiede un forte cambiamento mentale non da poco in tutti i reparti aziendali e a vari livelli. Una priorità di business che incontrerà diverse resistenze ma che se condotto in maniera scientifica e analitica porterà a grandi benefici. Il tutto va condotto avendo in mente sempre che il principio ultimo della crescita è una migliore esperienza e soddisfazione dei clienti: solo se le loro aspettative saranno rispettate l’impresa potrà divenire prospera e redditizia.

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Strategie di Web Marketing turistico per una struttura ricettiva che vuole competere con le OTA http://www.comunicazionepalermo.com/2017/07/20/strategie-di-web-marketing-turistico-per-una-struttura-ricettiva-che-vuole-competere-con-le-ota/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/07/20/strategie-di-web-marketing-turistico-per-una-struttura-ricettiva-che-vuole-competere-con-le-ota/#respond Thu, 20 Jul 2017 14:20:00 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2435 Non è per niente semplice fare Web Marketing per una struttura ricettiva e ottenere visibilità online presso i suoi potenziali clienti. Per esempio, se si guardano i risultati di ricerca di Google relativi al turismo, si può notare come la maggioranza di essi indirizzano ai siti di intermediazione di viaggi, le tanto “odiate” OTA (Online Travel Agencies). Questi portali dispongono di risorse tali da oscurare le attività di Web Marketing degli altri attori del mercato, con ricadute sul guadagno diretto delle singole strutture.

Ad esempio, cercando l’altro giorno su Google guardavo cosa viene visualizzato per il termine “hotel palermo”, e ho notato che nella prima pagina solamente 3 risultati su 19 (il 15%!) sono relativi ai siti web di strutture alberghiere, mentre il resto dei risultati fanno riferimento ad annunci pubblicati dagli intermediari di viaggio online, a risultati non a pagamento degli stessi, e ai risultati riferiti a strutture ma intermediate da Google (il box con la mappa e le opzioni di prenotazione, per intenderci).

serp hotel palermo

Risultati della ricerca relativa agli hotel a Palermo

A questo punto si potrà pensare: è quasi impossibile ottenere visibilità su internet per un hotel o una struttura ricettiva, ed effettivamente è quello che ho pensato anch’io nel momento in cui ho visualizzato tali risultati.

Come insegnano però i migliori testi sul Marketing un punto di debolezza può essere sfruttato a proprio vantaggio e diventare così un punto di forza.

Si può infatti utilizzare il potere di Web Marketing detenuto dalle OTA e dagli altri intermediari turistici per ottenere visibilità e conversioni (quindi camere prenotate). Non solo, esistono altre diverse tattiche per aggirare il dominio di questi portali. Insomma, una struttura ricettiva, come un hotel, un b&b, una casa vacanze, o una villa di lusso con piscina davanti al mare, hanno diverse strade per rendere il business produttivo e scalabile, sul lato delle attività digitali. E le principali strade sono due: l’intermediazione sui portali ben posizionati su Google e la disintermediazione su altri canali complementari.

Posizionarsi sui portali che hanno maggiore visibilità

scritta hotel

Sì, la prima cosa da fare è registrarsi proprio in questi portali che occupano l’85% delle prime pagine dei risultati di ricerca. La triste verità è che lì davanti per gran parte delle ricerche non ci si arriverà mai: la soluzione è sfruttare la loro visibilità per inserirsi indirettamente nelle prime posizioni. È una strategia che va oltre le attività SEO, e forse anche quelle di Marketing: è infatti improbabile che le OTA consentano di mettere un link al proprio sito web, e nel caso in cui alcune di esse lo consenta non faciliterà il posizionamento in alto nei risultati di ricerca, in quanto nel codice del link sarà presente un attributo che segnalerà ai motori di ricerca di non considerare quel sito linkato ai fini del posizionamento.

La presenza della struttura all’interno delle OTA ha comunque fini di business: si riduce il rischio d’impresa e si tenta di ottenere nuove conversioni e prenotazioni usufruendo di un altro canale di Marketing – sebbene ciò comporti il pagamento di una fee o di una commissione per prenotazione ottenuta.

Non sto comunque parlando di iscriversi a tutte le OTA esistenti, ma di selezionare solo quelle che si posizionano più spesso nelle prime 2/3 posizioni. Tornando all’esempio della ricerca “hotel palermo”, un hotel locale potrebbe registrarsi su TripAdvisor, Booking e Trivago, inserendosi così all’interno dei “10 migliori hotel a Palermo nel 2017” del primo, nelle offerte dei 30 migliori alberghi del secondo o nella lista di alberghi del motore di ricerca per hotel. E inoltre, come spesso accade e come si può vedere in questa query di ricerca, potrebbe anche avvantaggiarsi dalla pubblicità fatta con Google e posizionata in alto ai risultati organici fatta dagli stessi portali, comparendo nella lista di hotel presenti all’interno dell’annuncio pubblicitario.

Questa è la prima strada da percorrere per ottenere visibilità online sfruttando i portali d’intermediazione turistica. E se si vuole disintermediare? Percorriamo l’altra strada utilizzando altre tecniche di Web Marketing.

Disintermediare sfruttando gli altri canali di Web Marketing

Proviamo adesso ad elencare cos’altro si potrebbe fare. Escludo Google AdWords in quanto è difficile riuscire ad arrivare in prima posizione anche lì – queste OTA! – a meno che non si disponga di un budget da campagna TV da prima serata 😀

Ecco le possibili strategie per disintermediare dalle OTA sul web che più sotto verranno approfondite:

  1. Scrittura di articoli sul proprio blog
  2. Invio di email periodiche a una mailing list
  3. Gestione di Account aziendali sui Social Network
  4. Pubblicità su Facebook Ads

Scrivere articoli sul proprio blog

camera di hotel

Non smetterò mai sostenerlo. Un sito web senza contenuti aggiornati è come una vetrina di un negozio che non cambia mai, e da cui un passante non tornerebbe mai più. Il blog è il motivo per cui un visitatore dovrebbe ritornare in un sito web, è il cuore pulsante che consente di tenerlo vivo e aggiornato. Ovviamente, un blog aggiornato con frequenza e costanza.

Una struttura ricettiva può scrivere diverse tipologie di articoli, ma fondamentalmente possiamo raggrupparle in tre categorie: notizie e informazioni riguardanti la struttura, promozioni e offerte, informazioni turistiche sul luogo in cui è ubicata. Quest’ultima categoria a mio parere rappresenta il tipo di contenuto più efficace: scrivere contenuti riguardanti a cosa fare, vedere e visitare in città è una maniera per informare i potenziali clienti su quanto di bello ha da offrire una meta turistica; e se la struttura scrive un bell’articolo di qualità e convince i turisti a visitare la città in questione, non è difficile indovinare quale sarà il posto dove alloggeranno 😉

Secondo me, una struttura ricettiva ha una maggiore conoscenza del luogo in cui risiede rispetto ad esempio a una guida turistica, principalmente perché sa come far vivere l’esperienza delle attrazioni della città in prima persona. Questo è quanto ho ribadito nel punto 1 a proposito delle attività di Web Marketing estive che una struttura ricettiva potrebbe fare.

Con l’attività di blogging la struttura riuscirebbe a intercettare coloro che si trovano all’inizio della fase del ciclo di acquisto, e cioè quando ancora il turista deve scegliere la meta o si sta informando su una specifica destinazione. Deve poi riuscire ad accompagnarlo durante tutto il processo di conversione fino alla prenotazione. Non solo. Con quest’attività si migliora l’esperienza di coloro che hanno già scelto o prenotato, informandoli sulle attività da fare e le attrazioni da vedere una volta arrivati in città.

Pianificare delle Campagne Email da inviare a una lista di contatti

letto di una camera d'albergo

Una Campagna di Email Marketing non è necessariamente vendere o proporre qualcosa. Ma soprattutto non è inviare a contatti email che non lo hanno desiderato.

Questo implica che l’invio di email va fatto periodicamente e con frequenza, inviando comunicazioni più generiche e informative sulla città, e a un pubblico che ha volontariamente lasciato il proprio indirizzo email in un form presente nel sito web della struttura ricettiva. L’esempio più immediato potrebbe essere quello di inviare ai contatti la notifica che è stato pubblicato un nuovo articolo sul blog.

Si potrebbe inoltre pianificare una newsletter periodica, con un invio non troppo frequente (a mio parere la frequenza adatta sarebbe una volta al mese) con notizie sulla località e informazioni turistiche di vario tipo provenienti anche da enti, istituzioni e associazioni di settore; un’altra idea sarebbe quella di condividere, sempre previo consenso, immagini ed esperienze dei clienti che hanno soggiornato presso la struttura, proponendo il loro punto di vista sul periodo trascorso nella località.

L’elemento fondamentale di questa strategia è la mailing list: il database di contatti email da costruire a cui inviare le comunicazioni. Per permettere la registrazione si dovrà realizzare un piccolo modulo, composto solamente da nome, indirizzo email e comprensivo di link alla privacy su come saranno trattate le informazioni rilasciate dal cliente, da inserire sul sito web e nel blog – se si decide di percorrere la strategia di contenuti del punto precedente – o, in aggiunta, in una pagina creata appositamente per spingere i visitatori ad iscriversi alla mailing list.

Di questa strategia me ne ero già occupato quando sostenevo le ragioni per cui un’azienda di Palermo dovrebbe fare Email Marketing.

Gestire degli accounti sui Social Network

persone al bar di un hotel

Probabilmente, questa è l’attività più dispendiosa in termini di tempo e risorse. Una cosa mi premetto di precisare: i Social Network non vanno gestiti come uno spazio pubblicitario in cui pubblicare promozioni e offerte o per sponsorizzare deliberatamente l’attività. Per la pubblicità queste piattaforme hanno degli spazi pubblicitari appositi – e più avanti lo vedremo.

I Social Network nascono per stringere e coltivare le relazioni, e questo vale anche per le aziende e le pagine che gestiscono. L’obiettivo per un’azienda come una struttura ricettiva è quello di creare una comunità di persone che siano interessate alle sue attività e con cui coltivare una relazione basata sul dialogo attivo da parte di entrambi, non sulla comunicazione unidirezionale.

Ecco che la gestione Social va pianificata in anticipo, individuando le piattaforme in cui essere presenti (questo va stabilito a seconda di dove il pubblico di riferimento è attivo, oltre che alla disponibilità di tempo e risorse) e programmare la strategia di gestione a 360 gradi, dagli obiettivi che ci si pone per passare al tipo di contenuti da pubblicare e per finire al tono e stile da adottare nella comunicazione con i seguaci.

Una costante ed efficace attività di Social Media Marketing permette di fare branding online e dare un’opportunità ai potenziali clienti di interessarsi alle attività della struttura e della località in cui opera prima ancora di prenotare; in questo modo, se decideranno a soggiornare saranno più propensi a farlo direttamente presso la struttura, scavalcando le agenzie di viaggio online.

Fare pubblicità su Facebook Ads

piscina di un albergo

Come detto prima, se la struttura vuole promuoversi o proporre un’offerta in particolare deve sfruttare gli spazi pubblicitari che i Social Network mettono a disposizione. E la migliore piattaforma in tal senso è quella di Facebook Ads.

Considerato che generalmente le persone quando vanno alla ricerca di offerte turistiche utilizzano Google, sarebbe più adatto effettuare una campagna pubblicitaria con Google AdWords. Tuttavia, ribadisco che quest’ultima è costantemente presidiata dalle OTA, che con le loro infinite risorse si posizionano costantemente nei primi spazi pubblicitari messi a disposizione dal motore di ricerca, rendendo molto difficile posizionarsi in alto anche lì e vanificando così le risorse economiche che potrebbero stanziare le piccole strutture.

Inoltre, Facebook Ads è un canale che sta riscuotendo molto successo, soprattutto per le nuove funzionalità che spesso vengono aggiunte, e sono migliorate quelle relative alle performance di conversione; viene utilizzato molto più frequentemente, anche perché in media l’investimento pubblicitario è minore rispetto a quello da stanziare su AdWords.

Ma cosa pubblicizzare? Oltre alla promozione di una camera o di un offerta in particolare, la struttura potrebbe promuovere uno degli articoli scritti sul blog, un contenuto di quelli che trattano la località dal punto di vista delle attrazioni e delle attività da fare durante la vacanza: l’articolo sponsorizzato raggiungerebbe così un pubblico più ampio rispetto ai seguaci della pagina Facebook e potenzialmente interessati a viaggiare presso la località, ma con lo stesso obiettivo enunciato a proposito della gestione Social, ovvero di invogliarli a prenotare direttamente presso la struttura evitando le OTA ed intercettandoli sin dalla fase di scelta della meta turistica verso cui viaggiare.

 

Per riepilogare

Sì può aggirare lo strapotere delle OTA. Lo si può persino sfruttare a proprio vantaggio per ottenere visibilità online. Le possibilità nel campo del marketing territoriale turistico, web, mobile, digitale in genere, sono diverse. Gli strumenti di Web Marketing di cui una struttura ricettiva può usufruire possono far sì che esca dalla dipendenza dell’intermediazione e ne aumentino le possibilità di ottenere nuovi clienti e prenotazioni.

Ho elencato alcune delle tattiche che è possibile percorrere per evitare di dipendere costantemente dalle OTA. In passato, mi sono occupato di suggerire le 3 attività di Marketing da svolgere durante il periodo estivo.

Non è sufficiente? Altra ispirazione può venire da questo hotel che continua ad attrarre turisti stranieri pur non trovandosi nel centro storico di Palermo.

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Perchè l’evento Dolce & Gabbana fa bene al Marketing Territoriale di Palermo http://www.comunicazionepalermo.com/2017/07/06/perche-levento-dolce-gabbana-fa-bene-al-marketing-territoriale-di-palermo/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/07/06/perche-levento-dolce-gabbana-fa-bene-al-marketing-territoriale-di-palermo/#respond Thu, 06 Jul 2017 10:45:12 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2437 Da oggi e per tutto il fine settimana Palermo sarà la capitale della moda. Gli stilisti Dolce & Gabbana hanno infatti organizzato una serie di sfilate in città, dal titolo “Arte & Artigianalità”, per omaggiare le loro radici locali e professionali. Una città blindata e con misure di sicurezza innalzate al massimo livello per organizzare un evento che richiamerà ospiti provienenti da tutto il mondo.

Quello che stanno organizzando Dolce & Gabbana costituisce ciò che dovrebbe fare Palermo come città a livello di Marketing Territoriale: attrarre investitori e multinazionali per opportunità di business nel territorio. Tempo fa ho parlato del fatto che sono le città a far crescere l’economia di una nazione, attirando capitali e risorse provenienti dalle multinazionali che, disponendo di un volume d’affari piuttosto ampio e stabilendo la propria attività localmente, possono far crescere e prosperare le città dal punto di vista economico e sociale.

Non mi riferisco solamente alla presenza di Dolce & Gabbana a Palermo, che comunque sta conferendo visibilità alla città, con foto e video da parte degli stessi stilisti postate sui proprio account dei Social Network, interviste ai giornali, articoli sul sito web ufficiale sui 10 motivi per visitare Palermo; l’opportunità di investimento riguarda gli ospiti invitati all’evento, clienti degli stilisti, ospiti provenienti da tutto il mondo (cinesi, giapponesi, americani, russi, secondo quanto dichiarato dagli stessi), che potranno apprezzare le bellezze della città e il suo potenziale e che, disponendo probabilmente di risorse e capitali, potranno cogliere delle opportunità di business da sfruttare se decidessero di investire localmente.

L’evento costituisce una sorta di “prima esperienza” con le multinazionali nel campo del Marketing Territoriale, da inserire nel “Curriculum Vitae cittadino” e da mostrare per i prossimi incontri con aziende di un certo calibro. Chiaramente, azioni di questo tipo devono essere pianificate ed organizzate dalle più importanti istituzioni della città, da chi le amministra e dai rappresentanti di spicco della cittadinanza, che dispongono di visibilità, risorse ed esperienza. Servirebbe un piano di analisi della situazione, identificazione del target, scelta degli obietti, delle strategie e delle azioni da effettuare, come spiegato nel mio articolo citato sopra.

Gli stilisti vogliono far “conoscere Palermo a tutto il mondo”, e l’evento rappresenta “un’opportunità per la Sicilia e Palermo” senza precedenti, un esempio che spero possa essere sfruttato per le future strategie di marketing territoriale, anche a livello turistico, per trovare nuove occasioni di business con Multinazionali e Grandi Aziende. Un possibile punto di svolta per costituire un piano di crescita dal punto di vista economico, sociale e intellettuale.

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5 consigli per fare SEO locale senza intervenire sul codice del sito web http://www.comunicazionepalermo.com/2017/06/26/5-consigli-per-fare-seo-locale-senza-intervenire-sul-codice-del-sito-web/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/06/26/5-consigli-per-fare-seo-locale-senza-intervenire-sul-codice-del-sito-web/#respond Mon, 26 Jun 2017 16:17:13 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2415 Quello che ancora molti pensano è che la SEO sia un’attività prettamente tecnica, ovvero un’insieme di interventi sul codice HTML del sito web. Questo potrebbe impedire ad alcune attività di occuparsi del proprio posizionamento sui motori di ricerca, a causa della scarsa conoscenza della materia e delle risorse limitate. Mi riferisco in particolare alle aziende locali, come quelle di Palermo, che necessitano di emergere e differenziarsi dai concorrenti posizionandosi per i termini focali per il loro business.

Mi rendo che, appunto, non è semplice per queste aziende fare attività di ottimizzazione del proprio sito e ottenere link da risorse esterne (come pure richiedere una consulenza di un SEO specialist); tra l’altro, la SEO è un’attività – di Web Marketing, come ho sempre sostenuto – che va effettuata, diciamo, per tutto il periodo in cui esiste il proprio sito web: ovvero per sempre! Poiché raggiungere la prima posizione su Google non vuol dire che la si manterrà in eterno, in quanto anche gli altri concorrenti fanno SEO e con l’evoluzione dei comportamenti degli utenti nei motori di ricerca, le singole tecniche che oggi funzionano per il posizionamento domani non potrebbero essere più valide.

Ho però una buona notizia: si può fare SEO a livello locale senza dover per forza conoscere la programmazione web, senza modificare il codice del sito web, senza dover per forza creare una sitemap.xml o intervenire sul file .htaccess, e la si può fare anche con delle tecniche che possono far ottenere risultati nel medio termine e duraturi nel tempo.

Sto parlando di tattiche di cui è possibile servirsi per scalare il ranking delle posizioni nei risultati di ricerca e ottenere visibilità e potenziali nuovi clienti pur non avendo alcuna conoscenza tecnica sul funzionamento dei siti web. Attività più o meno “free” dal punto di vista economico – a meno che non si ricorra ad un Web Marketing Consultant 😛

Le tecniche che suggerisco in questo articolo sono 5 e sono utili per fare SEO per un’azienda che opera in ambito locale. Eccole.

  1. Scrivere articoli ottimizzati

    La prima tecnica, da un certo punto di vista la più immediata nel realizzarla, consiste nello scrivere contenuti sul proprio blog.

    La scrittura di articoli è un’attività di copywriting che va pensata prima di essere attuata, in quanto per ottenere clic su di essi è necessario parlare di argomenti a cui sono interessati i potenziali visitatori. Pertanto bisogna prima individuare i termini che gli stessi utilizzano sui motori di ricerca, termini correlati al business e che abbiano un sufficiente volume di ricerca per intercettarli. In seguito, bisogna porsi degli obiettivi, ovvero per quale scopo (di conversione) si scrive, e la frequenza di pubblicazione degli articoli: non esiste una frequenza valida per tutti i tipi di business, dipende da settore a settore, l’importante è che la stessa venga rispettata. Il tutto va sintetizzato in un piano dei contenuti utile per l’organizzazione della gestione del blog.

    Nel momento in cui ci si accinge a mettere nero su bianco il proprio articolo, bisogna tenere a mente una parola che personalmente non amo molto poiché non dice più di tanto su come scrivere un articolo, anche se dà un’idea del tipo di contenuto da redigere: qualità. Non basta infatti scrivere poche righe contenenti la parola chiave utilizzata dagli utenti, ma è necessario strutturare il testo in modo tale da coinvolgere il lettore e convincerlo ad andare avanti nella lettura poiché è proprio questo l’articolo che l’aiuta a risolvere il suo problema. Ecco che quindi bisognerà scrivere un testo più o meno esaustivo ed esauriente, con un titolo e un paragrafo che stimolino la curiosità e contenente l’argomento/parola chiave di riferimento; bisognerà inoltre organizzare il testo in sottotitoli, liste numerate e non ordinate, grassetti, corsivi e inserire immagini, al fine di rendere la lettura più piacevole possibile.

    La strategia relativa alla gestone degli articoli e del blog l’ho già trattata nel post in cui parlo dell’ottimizzazione dei contenuti.

  2. Realizzare una pagina specifica per il servizio “core business”

    Questa seconda tecnica, per certi versi, è simile alla prima in quanto si tratta sempre di scrivere un contenuto che parli lo stesso linguaggio dei potenziali clienti, andando pertanto a scovare il termine più utilizzato dagli stessi, ma in questo caso l’interesse degli utenti dovrà coincidere con il servizio principale offerto dall’azienda. In altre parole sarà necessario creare una pagina specifica che descriva nei dettagli il servizio offerto. Inoltre, a differenza dell’articolo, che tratterà argomenti di tipo informativo anche nel caso in cui si parli del core business, la pagina sarà più orientata alla conversione e all’acquisizione dei clienti.

    Anche in questo caso, prima di creare la pagina, sarà necessario effettuare un’analisi sugli obiettivi e sugli elementi da inserire al suo interno (come strutturare il testo, quali tipi di immagine inserire, i link e il tasto che si riferisce al tipo di conversione che si vuole ottenere, le eventuali recensioni dei clienti già acquisiti). La pagina quindi fungerà come una sorta di landing page in cui il potenziale utente, dopo aver cercato quel tipo di servizio sui motori di ricerca, atterrerà per conoscere nel dettaglio quello che l’azienda avrà da offrire – e magari contattarla per richiedere il servizio. Per migliorare le conversioni, sarà inoltre importante testare differenti versioni della stessa pagina per comprendere quale ottiene le prestazioni migliori.

  3. tablet google utilizzato in un bar

  4. Avere una scheda Google My Business

    Passiamo adesso alle tattiche che possono essere effettuate al di fuori del sito web, o come si dice in gergo tecnico, alle attività di link building.

    Di Google My Business ne ho già parlato quando ai tempi il servizio si chiamava Places for Business e, più recentemente, tra i motivi per cui Google Plus è utile per l’azienda locale. Registrarsi a questo servizio porta una serie di vantaggi a livello SEO, poiché per tutte le ricerche di tipo locale vengono visualizzate in prima pagina le attività che possono essere individuate su Google Maps, a condizione che siano state verificate tramite una procedura specifica. Inoltre ogni scheda è completa di una serie di informazioni relative all’azienda, come l’orario di attività, il numero di telefono, immagini, link al sito web, oltre l’indirizzo e le indicazioni stradali, utili all’utente per mettersi in contatto con la stessa. Inoltre, dalla scheda My Business è possibile gestire le recensioni e i feedback lasciati dai clienti, rispondendo ed entrando in contatto con gli stessi. Chiaramente, maggiore è il punteggio medio delle recensioni più alta sarà la probabilità che nuovi potenziali clienti entrino in contatto con l’azienda. Infine, Google My Business offre delle statistiche per monitorare come le persone interagiscono con la scheda, da dove provengono e come l’hanno trovata, statistiche utili per comprendere meglio il loro comportamento di navigazione.

    Con una scheda Google My Business è possibile scalare diverse posizioni nel ranking dei risultati di Google, in quanto il box di Google Maps in cui si inserisce l’azienda locale è posizionato in testa a tutti gli altri risultati, con ricadute positive in termini di visibilità e autorevolezza.

  5. Iscriversi a portali del settore di riferimento

    Non mi riferisco alle tradizionali directory, generiche o verticali, in cui sono presenti diversi link ammassati uno dietro l’altro e non visitati da nessuno, directory spesso di bassa qualità che peraltro, nella migliore delle ipotesi, vengono ignorati da Google non passando il cosidetto “page rank“, ma a portali verticali in cui, oltre ad inserire il link al sito web, è possibile creare un profilo completo di informazioni e gestire i feedback della clientela alla stessa maniera con cui si gestisce la scheda My Business. In alcuni casi, questi portali consentono di entrare in contatto e trovare nuovi clienti direttamente dal portale stesso, in altri casi mettono a disposizione una sorta di mini blog in cui potere pubblicare articoli; in ogni caso, è bene non registrarsi a tutti quelli individuati, ma sceglierne 2 massimo 3 in maniera da poterli gestire al meglio e aggiornarli con frequenza e tra quelli posizionati nella prima pagina dei risultati della parola chiave correlata alla propria attività. È piuttosto improbabile infatti arrivare alla prima posizione in queste ricerche proprio perché occupate da questi portali che hanno livelli di visibilità e visite mensili elevati e sono ottimizzati al meglio a livello SEO – a meno che non si faccia una campagna pubblicitaria di Search Engine Marketing (SEM) con Google AdWords 🙂

    In questo modo, registrandosi a questi portali e aggiornando costantemente il proprio profilo, si ottiene un buon livello di visibilità sia all’interno dei portali che sui motori di ricerca, grazie al fatto che un link posizionato all’interno di un portale di questo tipo e con elevato punteggio di visibilità SEO passa valore al sito web, e crea una spinta al posizionamento verso l’alto nei motori di ricerca.

  6. foto in un ristorante

  7. Iscriversi ai Social Network in cui è presente la funzione geolocalizzazione

    La scelta di essere presenti sui Social potrebbe ricondursi a una più generica attività di branding online piuttosto che alla semplice strategia SEO. Questo perché tutti i link in uscita da queste piattaforme non passano valore ai siti, e pertanto non vengono considerati ai fini del posizionamento sui motori di ricerca.

    Ma a prescindere da questo, avere una pagina Facebook o Instagram con il nome dell’azienda comporta che le ricerche relative al nome dell’attività o relativi al settore di riferimento di cui siano stati pubblicati contenuti sul proprio profilo aziendale, facciano comparire i profili Social ai primi posti dei risultati, sfruttando la visibilità che i Social Network hanno. Vale lo stesso principio delle tattiche 3 e 4: occupare i primi posti dei risultati in modo indiretto presidiando i siti web che si trovano in quelle posizioni. Questa tattica ha lo scopo di difendere il brand nella ricerca relativa alla parola chiave che porta il suo nome e di popolare le prime posizioni dei risultati per ricerche simili che altrimenti sarebbero presidiate dai concorrenti. Inoltre, scegliendo un Social Network in cui è presente la funzione che permette agli utenti, tramite la geolocalizzazione, di registrarsi quando si trovano fisicamente presso l’azienda permette di comparire nelle ricerche effettuate da coloro che sono iscritti all’interno dello stesso Social e probabilmente anche in quelle dei motori di ricerca, come ad esempio accade per Google Plus.

Come abbiamo visto, esiste la possibilità di fare SEO senza farla in modo tecnico, ossia senza dovere mettere mano al codice del proprio sito web. E per l’azienda locale sono diverse le possibilità di ottenere visibilità su internet, specie sui motori di ricerca. Questo perché la SEO oggi non è più un semplice inserimento di metainformazioni e pezzi di codice HTML, ma è un’attività strategica che va inserita e coordinata con tutte le altre attività di Marketing Digitale.

Sicuramente mi sono dimenticato di inserire altre tattiche che si possono utilizzare in ambito SEO. In tal caso, ti consiglio di suggerirmelo. E se hai bisogno di contattarmi, scrivimi compilando il modulo alla pagina Chi Sono 😉

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Seminario sulla pianificazione di Marketing a Palermo http://www.comunicazionepalermo.com/2017/05/08/seminario-sulla-pianificazione-di-marketing-a-palermo/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/05/08/seminario-sulla-pianificazione-di-marketing-a-palermo/#respond Mon, 08 May 2017 07:54:29 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2352 Non è mio solito sponsorizzare eventi su ComPA’. Di rado ne ho segnalato qualcuno, ma l’ho fatto solamente perché li ho ritenuti importanti per chi legge questo blog. L’evento che sto per annunciare in questo post lo ritengo fondamentale se sei interessato al processo di pianificazione del Marketing e a come sviluppare un piano che ti faccia ridurre le incertezze relative alle scelte imprenditoriali e di mercato.

Questo evento, dal titolo “Seminario di Marketing Planning“, si terrà giovedì 11 Maggio alle ore 9 presso l’Aula 1 della Scuola Politecnica (la vecchia Facoltà di Economia) all’Università di Palermo. Il seminario è promosso da HBA Project, la web application gratuita di cui mi occupo dal punto di vista del Web Marketing e composta da tre moduli (Budget, Planning, CRM) per mezzo del quale le Piccole e Medie Imprese possono gestire i costi e i ricavi di esercizio, delineare le strategie di mercato e gestire le relazioni con i propri clienti. HBA Project presto sarà un’Associazione No Profit, poiché si è deciso di promuovere uno strumento completo di analisi, pianificazione e controllo già disponibile gratuitamente a tutti, in particolare alle PMI che si trovano in una situazione di crisi di competitività, tramite la costituzione di un soggetto giuridico autonomo.

Tornando all’evento di giovedì prossimo, esso si concentrerà sul modulo “Planning“, che consente a tutti gli effetti di redigere un piano di Marketing completo di indicazioni sullo scenario di mercato, sulla concorrenza con cui competere, sul target, su canali potenziali, sulle strategie del Marketing Mix e sulle attività operative da effettuare per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Lo scopo di questo seminario, oltre a quello di presentare uno dei moduli di HBA Project, sarà di “colmare il divario tra conoscenze teoriche e approccio operativo al marketing richiesto dal mondo del lavoro“. La pianificazione di marketing è necessaria affinché le PMI riescano a sopravvivere all’incertezza data dalla frammentazione dei mercati e dalla globalizzazione e possano crescere con profitto.

Il seminario è aperto a tutti, aziende, enti, istituzioni, associazioni, non solo agli studenti dell’Università, poiché l’intento di HBA Project è diffondere un modello di lavoro adeguato a quanti non sanno come affrontare le complesse dinamiche di mercato.

Se vuoi partecipare, ti consiglio di confermare la tua presenza registrandoti all’evento nella pagina dedicata del sito di HBA Project. A mio avviso, l’evento costituisce un primo approccio a quanti vogliono conoscere le metodologie di pianificazione di un’idea di business.

Ci vediamo all’evento 🙂

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Perché Google Plus è ancora utile per l’azienda locale http://www.comunicazionepalermo.com/2017/04/27/perche-google-plus-e-ancora-utile-per-lazienda-locale/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/04/27/perche-google-plus-e-ancora-utile-per-lazienda-locale/#respond Thu, 27 Apr 2017 10:22:04 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2343 Senza dubbio Google Plus è uno dei Social Network più discussi. Da quando è stato lanciato nel giugno 2011 ha subito diverse integrazioni e modifiche: sebbene agli inizi puntasse a spodestare il ruolo indiscusso di Facebook quale principale rete sociale in cui gli utenti si connettevano, quando a Mountain View hanno compreso che sarebbe stato improbabile raggiungere i livelli di interazione del Social di Zuckerberg, hanno deciso di modificare leggermente il tiro integrandolo con i diversi servizi messi a disposizione di Google, come Hangouts, per indurre gli utenti a un utilizzo più frequente della piattaforma.

Purtroppo per Google, i continui rumors e le critiche rivolte non hanno permesso al Social di ottenere i risultati previsti. L’unica vera tipologia di utenti che nel corso del tempo hanno continuato ad utilizzare Google Plus, e in alcuni casi anche a difenderlo a spada tratta, sono stati i “tech enthusiast“, ovvero quel nucleo di persone appassionate di tecnologie e del mondo digitale in genere – escludendo i dipendenti di Google, forse ancor di più entusiasti di questo Social 😁

Oggi, sembra che Google Plus non viva un buon momento. Noto una certa diffidenza nei suoi confronti, anche da parte di chi nel tempo si professava un ambasciatore del Social Network. Personalmente, nei primi anni utilizzavo spesso Google Plus, sia a titolo personale che nella gestione degli account di pagine aziendali, come pure per la pagina di ComPA’; oggi lo utilizzo meno e mi limito a una condivisione sporadica di contenuti, per lo più link; anche nei confronti dei clienti per la loro strategia sui Social Media, spesso non lo tengo in considerazione.

Sembra che Google Plus non sia più utile per le aziende e il loro business

In realtà non è proprio così. Per alcune aziende ha ancora senso prendere in considerazione la gestione di un account su Google Plus, non tanto per il suo utilizzo come Social Network, ma per le ripercussioni che può avere in termini di visibilità online e opportunità di raggiungere i propri clienti. Mi riferisco in particolare alle aziende locali.

Google Plus rappresenta un’ottima occasione per le piccole realtà locali, come quelle che operano nel territorio palermitano, per almeno 3 motivi. Li elenco di seguito.

  1. Google Plus influenza la SEO su Google

  2. Risultati di ricerca SEO con risultato di Google Plus

    Risultati di ricerca della query “SEO” con, a destra, un risultato proveniente da Google Plus

    Questo in realtà vale per qualsiasi account, aziendale e non, iscritto al Social Network. Tutti gli utenti che seguono qualcun altro e che sono loggati ai servizi Google, quando cercano sul motore di ricerca il nome dell’account, o un argomento ad egli correlato, visualizzeranno in prima pagina i contenuti condivisi da quell’account. Ciò può costituire un enorme vantaggio di posizionamento SEO rispetto ai concorrenti che non sono presenti su Google Plus. Penso ad esempio ad un ristorante di Palermo che pubblica ricette sul proprio blog e le condivide su Google Plus: coloro che hanno aggiunto questa attività, cercando un argomento correlato all’articolo, potrebbero visualizzare il link alla condivisione effettuata sul Social.

  3. Con il servizio collegato Google My Business si migliora l’autorevolezza dell’azienda

  4. Schermata registrazione sede My Business

    Schermata di registrazione di una nuova sede in Google My Business. Per verificare che l’attività sia reale Google invia una cartolina all’indirizzo indicato in sede di registrazione

    Ne avevo già parlato in passato. A tutte le aziende locali iscritte a Google Plus viene associata una scheda Google My Business, che consente di inserire tutte le informazioni relative alla propria attività come categoria di attività, telefono, orari, indicazioni stradali, sito web, immagini, che Google mostrerà nei suoi risultati in un box speciale quando qualcuno cercherà il nome dell’azienda. Inoltre, i clienti potranno scrivere le recensioni sulla loro esperienza che verranno pubblicate nell’account e di conseguenza nel box contenuto nei risultati di Google relativi ad essa. Va da sé che le recensioni positive pubblicate su Google costituiscono un fattore decisivo nella scelta da parte di coloro che si trovano nella fase di ricerca di prodotti e servizi correlati all’azienda.

  5. In conseguenza della precedente, l’azienda verrà inserita in Google Maps

  6. Risultati di ricerca Google Maps ristorante palermo

    Risulati di Google Maps inseriti nella ricerca di Google in testa ai normali risultati organici. Un ottimo vantaggio di visibilità rispetto a questi ultimi

    Un’azienda locale con una pagina Google Plus e una scheda My Business verificata verrà inserita tra le attività presenti su Google Maps. Ciò significa che ogni volta che un utente cercherà sulla mappa una tipologia di attività in una determinata zona visualizzerà tra i risultati quelli dell’azienda locale. Pertanto consentirà a coloro che hanno un determinato bisogno di un prodotto o di un servizio locale di trovare quello di cui hanno bisogno, e all’azienda di ottenere nuovi potenziali clienti. Inoltre, tornando al posizionamento SEO, per le ricerche che interessano un determinato prodotto o servizio locale, Google mostrerà nella prima pagina dei suoi risultati un estratto delle attività presenti su Google Maps, con la possibilità di espandere il numero di questo tipo di risultati. Se l’azienda locale è presente nell’estratto, ciò costituisce un elevato incremento di visibilità della propria attività (e di clic sul proprio sito web o di chiamate al proprio numero di telefono), poiché entra nel risultato di ricerca in testa ai risultati tradizionali e senza aver dovuto effettuare le attività di ottimizzazione del proprio sito web per arrivare in prima pagina.

Come visto, l’utilizzo di Google Plus può avere enormi vantaggi in termini di visibilità online, specie per quel che riguarda la SEO e i motori di ricerca. Ma le possibilità sono molteplici, sia nella gestione dell’account sul Social Network (per esempio partecipazione attiva alle community locali di riferimento) sia come abbiamo visto all’esterno dello stesso (si può anche abbinare un account Google AdWords).

È difficile prevedere cosa farà Google del suo Social Network in futuro, certo è che al giorno d’oggi, per lo meno per le attività locali, Google Plus rimane un ottimo strumento per contribuire alla propria strategia di Marketing online.

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La Web-Azienda di Palermo utilizza una Landing Page per acquisire nuovi clienti http://www.comunicazionepalermo.com/2017/03/28/la-web-azienda-di-palermo-utilizza-una-landing-page-per-acquisire-nuovi-clienti/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/03/28/la-web-azienda-di-palermo-utilizza-una-landing-page-per-acquisire-nuovi-clienti/#respond Tue, 28 Mar 2017 14:22:39 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2303 Il sito web viene generalmente utilizzato come presentazione dei prodotti e servizi aziendali. A questo si integra il blog che funge da strumento di aggiornamento sulle attività e sulle novità provienienti dall’azienda. Quando però è necessario effettuare una campagna di Web Marketing specifica, come la vendita di un nuovo prodotto, l’iscrizione ad un servizio o la promozione di prodotti esistenti, bisogna creare una pagina specifica al fine di concentrare il traffico interessato su di essa ed ottenere così nuovi clienti. Per questo, la Web-Azienda di Palermo realizza una Landing Page specifica.

Una Landing Page, letteralmente “pagina d’atterraggio”, è una pagina del sito web ideata appositamente per promuovere prodotti e servizi; contiene tutte le informazioni, le argomentazioni e i vantaggi che il potenziale cliente può usufruire. Al suo interno, è presente un modulo o i pulsanti per indirizzarlo all’azione che si desidera far eseguire (una prenotazione, una vendita, un’iscrizione). La grafica di una landing è accattivante, così come la sua struttura, è differente dalle altre pagine del sito ma se ne richiama in alcuni aspetti, ad esempio per i colori utilizzati e per la presenza del marchio aziendale.

Come realizzare una landing page?

Da quello che si può evincere osservando le landing page, ci sono alcuni elementi strutturali che le accomunano. Innanzitutto la struttura nella parte immediatamente visibile, quella cioè che visualizziamo appena apriamo la pagina: una landing page attira immediatamente l’attenzione mettendo in evidenza l’oggetto della comunicazione, accompagnato da un’immagine accattivante e d’impatto.

Scorrendo verso il basso, elenca le caratteristiche e i vantaggi della proposta, possibilmente integrando un video che ne rafforzi i benefit e che arricchisca ulteriormente l’esperienza del visitatore. In seguito, contiene i motivi per convincere quest’ultimo ad aderire alla proposta in un elenco ordinato o numerato. A sostegno dell’argomentazione al suo interno saranno inoltre presenti le testimonianze e le recensioni dei clienti acquisiti.

Infine, nella parte finale una landing page conterrà la tabella con i prezzi o il relativo modulo di contatto per prenotazione e maggiori informazioni. Molto importante, il pulsante relativo all’azione (prenota, acquista, iscriviti) che si desidera far compiere sarà riproposto più volte, per lo meno nella parte immediatamente visibile e in corrispondenza dei prezzi o del modulo.

Come devono essere organizzati i contenuti della landing page affinché i visitatori diventino clienti?

In generale, possiamo dire che una pagina d’atterraggio deve catturare l’attenzione del visitatore, con una proposta chiara, univoca e convincente; deve avere un preciso obiettivo e deve contenere il carattere d’urgenza necessario a velocizzare il processo di decisione; un messaggio semplice, informale e non ambiguo; una chiara “call-to-action“, il pulsante relativo all’azione. Può anche emozionare, raccontando una storia e utilizzando contenuti visuali coinvolgenti; risolve un problema del cliente e offre una soluzione rapida. Spesso concede qualcosa in cambio, in particolare quando si chiede al visitatore di iscriversi: per ringraziarlo di essersi registrato ad esempio alla newsletter, gli si può inviare un contenuto gratuito come un ebook. Gli elementi devono essere strutturati in maniera tale da guidare il visitatore in un preciso percorso al fine di convertirlo in cliente.

Secondo un noto autore ed imprenditore esperto di landing page, sono 5 i fattori per aumentare la percentuale di coloro che diventano clienti:

  1. la proposizione di valore, cioè l’insieme di benefici e vantaggi percepiti dal potenziale cliente, che deve essere comunicata in maniera forte e coerente;
  2. la rilevanza, ovvero la pertinenza della proposta rispetto ai desideri e aspettative del potenziale cliente e rispetto alla call to action;
  3. la chiarezza, che dipende dal contenuto presente e dalla progettazione grafica;
  4. la riduzione dell’ansia, fattore determinante, in quanto si riferisce all’eliminazione di qualsiasi dubbio o incertezza possa avere il potenziale cliente una volta giunto sulla landing page; questo dipende dagli elementi presenti al suo interno, che inducono alla fiducia e alla credibilità della proposta (un esempio sono le già citate testimonianze e recensioni dei clienti già acquisiti);
  5. l’eliminazione di distrazioni, ovvero di altri elementi che possono distogliere il visitatore dall’obiettivo della landing.

Quando si realizza una landing page, bisogna pertanto chiedersi se soddisfa i fattori citati e come eliminare gli elementi che rischiano di far abbondonare la pagina i visitatori. In tal proposito, è necessario modificare i testi ambigui, completare le informazioni insufficienti che potrebbero non far prendere una decisione ai visitatori, rendere l’annuncio pubblicitario o la pagina da cui vi si accede coerente rispetto al contenuto presente. Qualsiasi modifica va testata, poiché ciò che funziona per alcune landing page non è detto che lo sia anche per le altre.

Ci sono aziende di Palermo che utilizzano le landing page in modo efficace?

Individuare una landing page di un’azienda locale che possa fungere da esempio tipico non è stato semplice. Quelle che soddisfavano la maggior parte degli elementi sin qui enunciati erano collegate a una campagna Google AdWords.

A mio avviso, la migliore individuata è quella dell’associazione Fratres realizzata con l’obiettivo di raccogliere donazioni di sangue. Essa contiene tutti gli elementi che si fanno ricondurre alla landing page, comprese le motivazioni e i vantaggi di donare sangue, le testimonianze di chi già lo ha fatto, l'”endorsement” di personaggi famosi come Nino Frassica, e le informazioni sui gruppi sanguigni e sulla donazione in genere. Forse si potevano eliminare alcuni elementi come le immagini da cartellonistica stradale ed eliminare alcune informazioni superflue; tuttavia nel complesso la landing è stata strutturata in modo da sostenere efficacemente la proposizione di valore e convincere i visitatori a diventare donatori di sangue.

Altro esempio è quello dell’Accademia del Lusso che organizza dei corsi di moda a Palermo, che ha ideato un minisito la cui Home Page è una pagina semplice, chiara, lineare e di facile navigazione. Di contro, mancano alcuni elementi come le testimonianze degli alunni che hanno già frequentato i corsi, che potrebbero ridurre l’ansia e aumentare le probilità di iscrizione ai corsi.

 

Come visto, una landing page è necessaria quando bisogna promuovere un prodotto, un servizio o un’idea specifica e per aumentare velocemente il numero di clienti rispetto alla realizzazione di una normale pagina web. Sicuramente, esistono molti altri esempi di aziende locali che realizzano pagine d’atterraggio per determinate campagne di Web Marketing.

Ne conosci qualcuna? Fammelo sapere nei commenti. Vuoi raccontare la tua esperienza? Idem, scrivi nei commenti 😉

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Quali attività di Web Marketing sono ancora valide nel 2017 http://www.comunicazionepalermo.com/2017/03/01/quali-attivita-di-web-marketing-sono-ancora-valide-nel-2017/ http://www.comunicazionepalermo.com/2017/03/01/quali-attivita-di-web-marketing-sono-ancora-valide-nel-2017/#respond Wed, 01 Mar 2017 17:43:53 +0000 http://www.comunicazionepalermo.com/?p=2305 Rimanere aggiornati sulle nuove tendenze di Web Marketing non è facile. Bisogna continuamente informarsi su nuove tecnologie, nuovi servizi e nuove funzionalità, oltre a conoscere ciò che non è più attuale.

In prossimità della fine dell’anno vengono sistematicamente pubblicati articoli sulle tendenze per quello che verrà, su ciò che andrà “di moda” nelle strategie di visibilità online. Ad esempio, in questo 2017 si è parlato di Internet delle Cose, ChatBot, dirette sui social, video, sistemi di Marketing Automation (che non sto qui a spiegare). Articoli di questo tipo li ho scritti anche io.

Questa volta però, farò qualcosa di leggermente differente: elencherò le attività di Web Marketing che, nonostante le nuove tendenze, sono ancora efficaci. E lo sono specificatamente per le piccole attività locali che, come quelle di Palermo, cercano di ottenere visibilità e clienti online.

In questo articolo ho pertanto deciso di elencare cosa nel Web Marketing è tutt’oggi valido, a discapito, si fa per dire, delle nuove tendenze del 2017.

  1. SEO
  2. Qualcuno dice che la SEO è morta. Ma non è così. O meglio, la SEO non è più quella di una volta, una serie di operazioni tecniche sul sito web e in piattaforme esterne al fine di ottenere backlink e il primo posto nelle ricerche di Google. C’è di più. Oggi la SEO è strategia, una strategia di Web Marketing pensata per l’esperienza dell’utente in base a ciò che ricerca online e a cosa visualizza una volta cliccato su uno dei risultati presenti nei motori di ricerca. Fare Search Engine Optimization richiede conoscere il target, la concorrenza e le tendenze di ricerca online, ed effettuare gli interventi più appropriati, oltre a testare e sperimentare nuove tecniche, e non un semplice inserimento di parole chiave nei titoli e descrizioni delle pagine del sito. La SEO è un’attività professionale.

  3. Email
  4. Altro strumento ritenuto obsoleto, forse perché è stato uno dei primi, se non il primo, ad essere utilizzato per le attività di Web Marketing. Qualcuno potrebbe pensare che le nuove tecnologie di comunicazione one-to-one (WhatsApp per intenderci) possano costituire dei sostituti. Eppure le email sono ancora molto utilizzate, e le ricerche in materia parlano di ottime prestazioni delle email inviate che portano a conversioni in termini di azioni e vendite piuttosto elevate. L’email è uno strumento potentissimo: per informare, per vendere, per fornire assistenza; in una parola, per fidelizzare. Fidelizzare il cliente che ha già acquistato, fidelizzare colui che lo diventerà. Fare Email Marketing è un’attività tutt’oggi valida, in quanto si può instaurare un dialogo personale con il cliente e a misura dei suoi interessi e bisogni.

  5. Facebook Ads
  6. Non è uno strumento obsoleto, né poco utilizzato. Anzi. L’ho comunque inserito in questa lista, poiché rimane il mezzo di pubblicità online più immediato e generalmente più economico di altri. Inoltre, sono frequenti gli aggiornamenti di questa piattaforma con nuove funzionalità più o meno avanzate messe a disposizione per le attività locali: la più importante, a mio avviso, è la possibilità di tracciare le conversioni offline, ovvero nel punto vendita fisico. Questo costituisce un’occasione da non perdere per la piccola attività che ha necessità di misurare il ritorno sull’investimento delle inserzioni su Facebook. Sebbene non soddisfi una domanda consapevole, come nel caso della pubblicità nei motori di ricerca, Facebook Ads è una piattaforma molto efficace nel determinare con precisione il proprio pubblico attraverso le attività che svolgono all’interno di questo Social Network, e di raggiungerli con una comunicazione basata sui loro interessi e comportamenti.

Ci sono altre attività di Web Marketing ancora valide? Scrivilo nei commenti.

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