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5 consigli per fare SEO locale senza intervenire sul codice del sito web

Quello che ancora molti pensano è che la SEO sia un’attività prettamente tecnica, ovvero un’insieme di interventi sul codice HTML del sito web. Questo potrebbe impedire ad alcune attività di occuparsi del proprio posizionamento sui motori di ricerca, a causa della scarsa conoscenza della materia e delle risorse limitate. Mi riferisco in particolare alle aziende locali, come quelle di Palermo, che necessitano di emergere e differenziarsi dai concorrenti posizionandosi per i termini focali per il loro business.

Mi rendo che, appunto, non è semplice per queste aziende fare attività di ottimizzazione del proprio sito e ottenere link da risorse esterne (come pure richiedere una consulenza di un SEO specialist); tra l’altro, la SEO è un’attività – di Web Marketing, come ho sempre sostenuto – che va effettuata, diciamo, per tutto il periodo in cui esiste il proprio sito web: ovvero per sempre! Poiché raggiungere la prima posizione su Google non vuol dire che la si manterrà in eterno, in quanto anche gli altri concorrenti fanno SEO e con l’evoluzione dei comportamenti degli utenti nei motori di ricerca, le singole tecniche che oggi funzionano per il posizionamento domani non potrebbero essere più valide.

Ho però una buona notizia: si può fare SEO a livello locale senza dover per forza conoscere la programmazione web, senza modificare il codice del sito web, senza dover per forza creare una sitemap.xml o intervenire sul file .htaccess, e la si può fare anche con delle tecniche che possono far ottenere risultati nel medio termine e duraturi nel tempo.

Sto parlando di tattiche di cui è possibile servirsi per scalare il ranking delle posizioni nei risultati di ricerca e ottenere visibilità e potenziali nuovi clienti pur non avendo alcuna conoscenza tecnica sul funzionamento dei siti web. Attività più o meno “free” dal punto di vista economico – a meno che non si ricorra ad un Web Marketing Consultant 😛

Le tecniche che suggerisco in questo articolo sono 5 e sono utili per fare SEO per un’azienda che opera in ambito locale. Eccole.

  1. Scrivere articoli ottimizzati

    La prima tecnica, da un certo punto di vista la più immediata nel realizzarla, consiste nello scrivere contenuti sul proprio blog.

    La scrittura di articoli è un’attività di copywriting che va pensata prima di essere attuata, in quanto per ottenere clic su di essi è necessario parlare di argomenti a cui sono interessati i potenziali visitatori. Pertanto bisogna prima individuare i termini che gli stessi utilizzano sui motori di ricerca, termini correlati al business e che abbiano un sufficiente volume di ricerca per intercettarli. In seguito, bisogna porsi degli obiettivi, ovvero per quale scopo (di conversione) si scrive, e la frequenza di pubblicazione degli articoli: non esiste una frequenza valida per tutti i tipi di business, dipende da settore a settore, l’importante è che la stessa venga rispettata. Il tutto va sintetizzato in un piano dei contenuti utile per l’organizzazione della gestione del blog.

    Nel momento in cui ci si accinge a mettere nero su bianco il proprio articolo, bisogna tenere a mente una parola che personalmente non amo molto poiché non dice più di tanto su come scrivere un articolo, anche se dà un’idea del tipo di contenuto da redigere: qualità. Non basta infatti scrivere poche righe contenenti la parola chiave utilizzata dagli utenti, ma è necessario strutturare il testo in modo tale da coinvolgere il lettore e convincerlo ad andare avanti nella lettura poiché è proprio questo l’articolo che l’aiuta a risolvere il suo problema. Ecco che quindi bisognerà scrivere un testo più o meno esaustivo ed esauriente, con un titolo e un paragrafo che stimolino la curiosità e contenente l’argomento/parola chiave di riferimento; bisognerà inoltre organizzare il testo in sottotitoli, liste numerate e non ordinate, grassetti, corsivi e inserire immagini, al fine di rendere la lettura più piacevole possibile.

    La strategia relativa alla gestone degli articoli e del blog l’ho già trattata nel post in cui parlo dell’ottimizzazione dei contenuti.

  2. Realizzare una pagina specifica per il servizio “core business”

    Questa seconda tecnica, per certi versi, è simile alla prima in quanto si tratta sempre di scrivere un contenuto che parli lo stesso linguaggio dei potenziali clienti, andando pertanto a scovare il termine più utilizzato dagli stessi, ma in questo caso l’interesse degli utenti dovrà coincidere con il servizio principale offerto dall’azienda. In altre parole sarà necessario creare una pagina specifica che descriva nei dettagli il servizio offerto. Inoltre, a differenza dell’articolo, che tratterà argomenti di tipo informativo anche nel caso in cui si parli del core business, la pagina sarà più orientata alla conversione e all’acquisizione dei clienti.

    Anche in questo caso, prima di creare la pagina, sarà necessario effettuare un’analisi sugli obiettivi e sugli elementi da inserire al suo interno (come strutturare il testo, quali tipi di immagine inserire, i link e il tasto che si riferisce al tipo di conversione che si vuole ottenere, le eventuali recensioni dei clienti già acquisiti). La pagina quindi fungerà come una sorta di landing page in cui il potenziale utente, dopo aver cercato quel tipo di servizio sui motori di ricerca, atterrerà per conoscere nel dettaglio quello che l’azienda avrà da offrire – e magari contattarla per richiedere il servizio. Per migliorare le conversioni, sarà inoltre importante testare differenti versioni della stessa pagina per comprendere quale ottiene le prestazioni migliori.

  3. tablet google utilizzato in un bar

  4. Avere una scheda Google My Business

    Passiamo adesso alle tattiche che possono essere effettuate al di fuori del sito web, o come si dice in gergo tecnico, alle attività di link building.

    Di Google My Business ne ho già parlato quando ai tempi il servizio si chiamava Places for Business e, più recentemente, tra i motivi per cui Google Plus è utile per l’azienda locale. Registrarsi a questo servizio porta una serie di vantaggi a livello SEO, poiché per tutte le ricerche di tipo locale vengono visualizzate in prima pagina le attività che possono essere individuate su Google Maps, a condizione che siano state verificate tramite una procedura specifica. Inoltre ogni scheda è completa di una serie di informazioni relative all’azienda, come l’orario di attività, il numero di telefono, immagini, link al sito web, oltre l’indirizzo e le indicazioni stradali, utili all’utente per mettersi in contatto con la stessa. Inoltre, dalla scheda My Business è possibile gestire le recensioni e i feedback lasciati dai clienti, rispondendo ed entrando in contatto con gli stessi. Chiaramente, maggiore è il punteggio medio delle recensioni più alta sarà la probabilità che nuovi potenziali clienti entrino in contatto con l’azienda. Infine, Google My Business offre delle statistiche per monitorare come le persone interagiscono con la scheda, da dove provengono e come l’hanno trovata, statistiche utili per comprendere meglio il loro comportamento di navigazione.

    Con una scheda Google My Business è possibile scalare diverse posizioni nel ranking dei risultati di Google, in quanto il box di Google Maps in cui si inserisce l’azienda locale è posizionato in testa a tutti gli altri risultati, con ricadute positive in termini di visibilità e autorevolezza.

  5. Iscriversi a portali del settore di riferimento

    Non mi riferisco alle tradizionali directory, generiche o verticali, in cui sono presenti diversi link ammassati uno dietro l’altro e non visitati da nessuno, directory spesso di bassa qualità che peraltro, nella migliore delle ipotesi, vengono ignorati da Google non passando il cosidetto “page rank“, ma a portali verticali in cui, oltre ad inserire il link al sito web, è possibile creare un profilo completo di informazioni e gestire i feedback della clientela alla stessa maniera con cui si gestisce la scheda My Business. In alcuni casi, questi portali consentono di entrare in contatto e trovare nuovi clienti direttamente dal portale stesso, in altri casi mettono a disposizione una sorta di mini blog in cui potere pubblicare articoli; in ogni caso, è bene non registrarsi a tutti quelli individuati, ma sceglierne 2 massimo 3 in maniera da poterli gestire al meglio e aggiornarli con frequenza e tra quelli posizionati nella prima pagina dei risultati della parola chiave correlata alla propria attività. È piuttosto improbabile infatti arrivare alla prima posizione in queste ricerche proprio perché occupate da questi portali che hanno livelli di visibilità e visite mensili elevati e sono ottimizzati al meglio a livello SEO – a meno che non si faccia una campagna pubblicitaria di Search Engine Marketing (SEM) con Google AdWords 🙂

    In questo modo, registrandosi a questi portali e aggiornando costantemente il proprio profilo, si ottiene un buon livello di visibilità sia all’interno dei portali che sui motori di ricerca, grazie al fatto che un link posizionato all’interno di un portale di questo tipo e con elevato punteggio di visibilità SEO passa valore al sito web, e crea una spinta al posizionamento verso l’alto nei motori di ricerca.

  6. foto in un ristorante

  7. Iscriversi ai Social Network in cui è presente la funzione geolocalizzazione

    La scelta di essere presenti sui Social potrebbe ricondursi a una più generica attività di branding online piuttosto che alla semplice strategia SEO. Questo perché tutti i link in uscita da queste piattaforme non passano valore ai siti, e pertanto non vengono considerati ai fini del posizionamento sui motori di ricerca.

    Ma a prescindere da questo, avere una pagina Facebook o Instagram con il nome dell’azienda comporta che le ricerche relative al nome dell’attività o relativi al settore di riferimento di cui siano stati pubblicati contenuti sul proprio profilo aziendale, facciano comparire i profili Social ai primi posti dei risultati, sfruttando la visibilità che i Social Network hanno. Vale lo stesso principio delle tattiche 3 e 4: occupare i primi posti dei risultati in modo indiretto presidiando i siti web che si trovano in quelle posizioni. Questa tattica ha lo scopo di difendere il brand nella ricerca relativa alla parola chiave che porta il suo nome e di popolare le prime posizioni dei risultati per ricerche simili che altrimenti sarebbero presidiate dai concorrenti. Inoltre, scegliendo un Social Network in cui è presente la funzione che permette agli utenti, tramite la geolocalizzazione, di registrarsi quando si trovano fisicamente presso l’azienda permette di comparire nelle ricerche effettuate da coloro che sono iscritti all’interno dello stesso Social e probabilmente anche in quelle dei motori di ricerca, come ad esempio accade per Google Plus.

Come abbiamo visto, esiste la possibilità di fare SEO senza farla in modo tecnico, ossia senza dovere mettere mano al codice del proprio sito web. E per l’azienda locale sono diverse le possibilità di ottenere visibilità su internet, specie sui motori di ricerca. Questo perché la SEO oggi non è più un semplice inserimento di metainformazioni e pezzi di codice HTML, ma è un’attività strategica che va inserita e coordinata con tutte le altre attività di Marketing Digitale.

Sicuramente mi sono dimenticato di inserire altre tattiche che si possono utilizzare in ambito SEO. In tal caso, ti consiglio di suggerirmelo. E se hai bisogno di contattarmi, scrivimi compilando il modulo alla pagina Chi Sono 😉

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Seo, Digital Advertising & Growth. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

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