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5 strumenti per la comunicazione politica digitale

La campagna elettorale non è l’unico momento per guadagnare voti. Il politico accorto sa che per creare consenso – e quindi voti – bisogna iniziare anticipando di molto i tempi delle elezioni. È vero che il periodo elettoriale è quello che catalizza maggiore interesse, economico e di audience, ma è con un’adeguata strategia di Marketing Politico e, di conseguenza, di Comunicazione Politica continua che si ottiene un solido pubblico di sostenitori.

Tutto ciò è facilitato dalle tecnologie digitali messe a disposizione da Internet.

Un tempo, mantenere solida la relazione con i sostenitori poteva essere fatto principalmente tramite il dialogo di presenza o, per lo più, servendosi dei mezzi di comunicazione di massa tradizionali; ciò comportava sicuramente un enorme dispendio di energie e risorse soprattutto economomiche, e solo i più facoltosi e coloro che avevano un pubblico di base piuttosto ampio poteva permetterselo. Il politico locale veniva tagliato fuori.

Oggi invece gli strumenti del web consentono a chiunque di potere raggiungere facilmente e a bassi costi (spesso nulli) i propri sostenitori, e di interagire e dialogare con loro. Nello specifico, un politico del territorio palermitano potrebbe destinare le proprie risorse utilizzando questi strumenti, concentrando così i propri sforzi su attività che sono facilmente misurabili.

Se si ha alla spalle una pianificazione strategica solida, organizzare attività di comunicazione politica online non comporta grandi sforzi, basta semplicemente scegliere i mezzi giusti e comunicare al proprio pubblico di riferimento nei modi adatti – do per scontato che tale pianificazione sia esistente, anche perché di questo argomento ci si dovrebbe soffermare per ore e non vorrei dilungarmi, sono disponibili diversi articoli sul web, così come è possibile acquistare dei libri sull’argomento.

Così mi sono chiesto: di quali strumenti si può servire il politico per mantenere costruire il proprio consenso?

In base alle attività effettuate, e osservando soprattutto il comportamento di alcuni di essi, ho scelto quei 5 strumenti di cui ogni politico si dovrebbe dotare e che, secondo me, sono fondamentali per mantenere una relazione solida con i propri sostenitori. Ho escluso il sito web perché è lo strumento di partenza per qualsiasi attività di comunicazione online e da cui far partire tutte le strategie online. Lo ritengo comunque fondamentale, anche per l’attività politica.

  1. Uso delle immagini. È risaputo che le immagini catturano maggiormente l’attenzione e stimolano al coinvolgimento rispetto al semplice testo, specie sui Social Media. Tendiamo a ricordare più facilmente ciò che vediamo, piuttosto che ciò che leggiamo: il 43% degli utenti Facebook e Twitter è più propenso a condividere e mettere “mi piace” alle immagini. Dunque, una strategia politica dovrebbe servirsi spesso del potere visivo delle immagini. Alcuni esempi: il politico potrebbe postare contenuti che mostrino le sue attività, fatti di vita quotidiana, partecipazioni ad eventi o al dietro le quinte degli stessi; realizzare delle grafiche o infografiche su temi e argomenti che riguardino la collettività, o delle immagini contenenti testo con un design attrattivo in modo da riassumere un pensiero o un fatto, aumentando così la copertura e il risalto del contenuto visuale rispetto allo stesso contenuto scritto in forma testuale; potrebbe anche postare dei banner pubblicitari su iniziative o in merito alla campagna elettorale, e magari successivamente utilizzare questo banner per fare pubblicità su servizi come Facebook Ads.
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  3. integrazione di un blog all’interno del proprio sito web. Se le immagini sono il miglior contenuto da veicolare sui Social Network, il testo trova la sua migliore collocazione nel blog. C’è chi sostiene che il blog sia cosa passata, ma mentre nei Social Network i contenuti hanno durata breve e sono destinati a un consumo veloce e superficiale da parte degli utenti, sul blog gli stessi contenuti si prestano maggiormente all’ascolto e all’approfondimento. Probabilmente sul blog non ci sarà lo stesso coinvolgimento sui Social, eppure sono il luogo dove veicolare opinioni in modo approfondito e con un taglio specifico. Ecco pertanto che il politico lo usa come vero e proprio diario, illustrando i propri pensieri su argomenti di attualità e raccontando fatti di vita personale. Per aumentare l’interesse e il coinvolgimento, il testo sarà corredato di immagini, video e qualsiasi altro documento che possa supportare la strategia politica. Il blog può assumere due funzioni: una prettamente tecnica, in quanto il blog conferisce visibilità ai suoi contenuti e a quelli del sito, specialmente in riferimento ai motori di ricerca (ovvero per mezzo della SEO); la seconda più strategica, poiché l’aggiornamento continuo del blog fa sì che il potenziale pubblico interessato alle attività del politico possa essere maggiormente coinvolto nelle sue attività (ad esempio, si potrebbe realizzare una sezione sul sito web per la raccolta di fondi).
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  5. uso di Twitter. Sicuramente rappresenta il mezzo più adatto per esprimere brevi pensieri e commentare dal vivo fatti in corso di svolgimento. Sembrerebbe che Twitter sia il mezzo Social più adatto per i politici per poter dire la loro: quanti di essi infatti non si sono iscritti principalmente per partecipare al dibattito in merito alle notizie di attualità e cronoca? Non solo. Twitter, oltre ad essere un ottimo strumento per quel che riguarda la diffusione delle notizie, si presta bene anche per interagire con i propri clienti, nel nostro caso i sostenitori: rispondere alle loro domande, chiedergli di esprimersi su determinati argomenti, coinvolgerli in iniziative, coinvolgere gli ambasciatori come vedremo più avanti. Diverse sono le possibilità per costruire una relazione e rientrano tutte nella tipica gestione di una comunità online che coltiva interessi e idee comuni. Bisogna pertanto cinguettare non solamente diffondendo notizie e comunicati, ma interagire in modo bidirezionale e personalizzato con ciascun interlocutore.
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  7. realizzazione di video. Guardando i profili Social dei politici, ho notato che questo strumento principalmente viene utilizzato per ripubblicare online le campagne pubblicitarie elettorali e come estratto di interviste e partecipazioni a programmi televisivi. In realtà si potrebbe fare di più. Ad esempio come fece Obama durante la sua prima campagna elettorale, postando dei video su Youtube in merito ai punti del suo programma elettorale e nello stesso tempo rispondendo alle domande dei cittadini. Non solo, lui è riuscito ad andare oltre, prestandosi ad altri video in collaborazione con le “Youtube Stars“, anche con risvolti piuttosto divertenti. Youtube non è solo l’unico mezzo su cui diffondere video, ad esempio si potrebbe sfruttare il vasto audience di Facebook. È però sconsigliato ripostare lo stesso video da Youtube a Facebook, in quanto il tipo di pubblico che frequenta il secondo è diverso. Meglio caricare un video simile direttamente da Facebook, possibilmente con durata piuttosto breve.
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  9. servirsi dei cosiddetti “ambasciatori digitali”. Ciò significa individuare quelle personalità che sul web hanno un grande seguito e che influenzano le decisioni e le scelte del loro pubblico. E non mi riferisco ai cosidetti “influencer” che si definiscono tali solamente per il fatto di possedere migliaia di follower, o perché postano diversi contenuti al giorno e hanno decine di commenti. Mi riferisco a persone che godono di una certa fama e che riescono a produrre un reale cambiamento nei comportamenti delle persone tramite le loro azioni. Riprendiamo i video di Obama. Sempre durante la sua campagna elettorale, è stata realizzata una canzone per supportare il politico afroamericano da parte dell’artista Will.i.am, il testo si ispira a un discorso tenuto da Obama durante le primarie. Non solo, è stato realizzato un video in bianco e nero in cui compaiono diverse celebrità che recitano il suo discorso a ritmo di musica. Questo video divenne presto l’inno ufficiale della sua corsa alle elezioni. Questo esempio è sicuramente utile, il politico locale invece cosa può fare nella sua dimensione? Oltre ad individuare le star del tubo locali e organizzare dei video appositi, potrebbe coinvolgerli in merito a iniziative legate a un argomento specifico, o a seconda del settore in cui gli ambasciatori sono esperti. L’obiettivo sarebbe dunque di conquistare i fan degli ambasciatori e trasformarli nel medio-lungo periodo in sostenitori del politico.
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Questi sono i 5 strumenti che secondo me sono fondamentali per una strategia politica sul web. Secondo te, di quali altri mezzi il politico si potrebbe servire per creare consenso online? Quali altre attività potrebbe realizzare all’interno degli strumenti che ho appena illustrato? Se ti va di farmelo sapere, commenta questo articolo 🙂

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Seo, Digital Advertising & Growth. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

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