Mi piacerebbe spendere qualche parola su Travelexpo. L’edizione di quest’anno dell’evento fieristico – che non ha nulla a che vedere con Expo 2015, in effetti questo nome potrebbe creare un po’ di confusione – si terrà alla Fiera del Mediterraneo di Palermo dal 10 al 12 Aprile con l’obiettivo di “far rivivere il turismo” siciliano attraverso un’azione unificata di promozione e commercializzazione di tutti gli operatori del settore coinvolti. Un evento di sicura importanza per il nostro turismo ma che, a mio parere, evidenzia alcune lacune.

La conferenza stampa di presentazione del 9 febbraio, presenziata anche dal Sindaco Orlando, è stata un’occasione per spendere belle parole e fare buoni propositi, mi è sembrato però che l’unico fine sia stato quello di creare interesse attorno all’evento, senza dover dare seguito a ciò che si è detto.

Tra l’altro alcune affermazioni mi hanno trovato in disaccordo; specie la seguente, fatta Toti Piscopo, ideatore dell’evento: “Cercheremo di far incontrare più di 1.800 operatori turistici, 80 tour operator, agenzie di viaggio e compagnie aeree, con un occhio di riguardo per il rilancio del ruolo della agenzie di viaggio, che a causa del sistema drogato da internet hanno subito una crisi senza precedenti“. Quanto detto, a mio parere fa percepire una certa resistenza all’innovamento, un volere ostinarsi a perpetuare un modello di business antiquato, e peraltro poco redditizio, visto i risultati che la stessa conferenza ha enunciato.

Le agenzie di viaggio non possono subire l’innovazione, anche esse si devono evolvere, percorrendo quel processo di digitalizzazione necessario per soppravvivere nell’odierna economia. I modi di operare risalenti a 30/40 anni fa non possono più esistere al giorno d’oggi, e l’innovazione offre opportunità anche per coloro che sono abituati a operare esclusivamente “offline”.

Passiamo all’evento in sé. Travelexpo è riservato a operatori del settore e alle agenzie di viaggio, ciò mi dà l’idea di un evento chiuso, a sé stante, separato dal resto dei settori economici regionali e poco aperto alle influenze esterne – e al cambiamento. Inoltre, anche se si tratta di un “Salone Internazionale del Turismo”, la dimensione dell’evento sembra piuttosto essere vincolata alle realtà regionali.

In un mondo sempre più (iper)connesso e con un sistema parecchio arido di risorse interne, io credo si debba rendere necessario aprirsi a nuove idee e favorire l’ingresso di nuove soluzioni e mezzi per risollevare lo stato del turismo in Sicilia.

Basterebbero delle semplici strategie di Marketing – semplici, ma non facili – da applicare, che peraltro la Logos, società organizzatrice di eventi e ideatrice di Travelespo dovrebbe conoscere.

Ad esempio, si potrebbe aprire l’evento a investitori esterni al settore e agli influcer di rilievo nazionale e internazionale, come blogger italiani e non, critici, giornalisti e riviste specializzate.

Inoltre, si potrebbero coinvolgere attivamente coloro che già partecipano al Salone, invitandoli a sponsorizzare l’iniziativa il più possibile, all’infuori del nostro sistema e con iniziative originali, e non semplicemente “offrendo adeguata comunicazione” agli investitori esteri.

Infine, si potrebbero trovare partner a livello nazionale e globale che possano sostenere l’iniziativa oltre lo stretto, sarebbe un ottimo modo di trovare finanziamenti oltre che dare un respiro internazionale a questa fiera sul Turismo troppo legata al nostro territorio.

Ma questi sono solo miei pensieri.

Il mio auspicio è che Travelexpo non sia la solita fiera realizzata principalmente per “farsi vedere”, oltre al fatto che possa rappresentare un sistema di guadagno per coloro che sono coinvolti nell’organizzazione dell’evento; spero possa rappresentare una vera occasione per creare investimenti e opportunità per il futuro e promuovere realmente il territorio siciliano e le bellezze che possiede.

Credo di averlo già detto in passato, ma secondo me il Turismo siciliano dovrebbe essere la principale fonte di sostentamento della nostra Regione, che potrebbe anche fungere da traino per rilanciare tutti gli altri settori ad essa connessi, come l’enogastromia, i trasporti e le infrastrutture, e non solo.

Rendere i padiglioni della Fiera del Mediterraneo come luogo ospitante l’evento spero sia anche un pretesto per rilanciare questa struttura e dare nuova linfa agli eventi fieristici nella città, che mancano da tanto tempo oramai e che quest’anno risorgeranno grazie al ritorno della fiera campionaria, dopo il fallimento dell’ente gestore.

Spero dunque che Travelexpo possa costituire l’aereoporto da cui far viaggiare l’economia siciliana e presso cui accogliere nuove opportunità e risorse.

 

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Seo, Digital Advertising & Growth. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

One thought on “Travelexpo, un evento che necessita di apertura e innovazione

  • Pietro

    Lo dico in termini pratici e poco ricercati: spero che da concreta e percorribile opportunità non si trasformi nella classica “fiera delle vanità”. Vorrei ritrovare ottimismo, ma troppo spesso questo mio semplice (e credo comune a molti) desiderio viene mortificato dagli eventi che si rivelano essere il proseguire di un qualcosa che tutti dicono di non voler replicare.

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