Social Street Palermo
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Quando i Social Media possono essere utili e migliorare la qualità della vita di una città

Alcuni danno la colpa ai Social Media se le persone si isolano dal mondo “reale” o se commettono dei reati. Spesso, sento dire al telegiornale che i Social Network sono luoghi pericolosi o che Facebook ha reso le persone schiave della tecnologia. Come se la colpa di un qualsiasi strumento che utilizziamo sia da attribuire allo strumento stesso.

Tralasciando questo aspetto – ci sarebbero fiumi e fiumi di parole da spendere – vorrei soffermarmi su un caso in cui gli strumenti Social grazie al loro utilizzo possono risultare realmente utili, nel senso che possono “uscire” dal mondo del web ed influenzare la realtà quotidiana in positivo. È questo quello che si propone di fare Social Street Palermo.

Questa piattaforma, a mio parere, rappresenta l’idea di aggregazione e partecipazione collettiva che sottostà a qualsiasi mezzo di piattaforma sociale. Un misto di risorse crowdsourcing, Social Network e tecnologie di geolocalizzazione che hanno come obiettivo il miglior vivere comune.

Social Street Palermo è nata non molto tempo fa con l’idea di condividere spazi di vita quotidiana tra persone dello stesso quartiere e riunirle in gruppi. I membri di ogni gruppo possono partecipare a varie attività, da quelle prettamente ricreative come giocare ai videogiochi con un vicino o guardare la tv a servizi utili per la comunità quali condividere idee per il quartiere o realizzare spazi verdi.

Uno dei servizi della piattaforma che secondo me può migliorare la vivibilità quotidiana è l’app Palermo Pulita, tramite la quale i cittadini possono segnalare in via anonima e per mezzo di foto realizzate con lo smartphone discariche abusive e rifiuti abbandonati, segnalazioni che vengono raccolte in una mappa per dare una fotografia dello stato in cui perversano le strade di Palermo. Questa iniziativa, partita dal basso e che coinvolge tutta la cittadinanza, ha spinto le istituzioni a mettersi in moto per far fronte alle richieste della comunità.

È della settimana scorsa infatti l’annuncio da parte del Comune di Palermo di rendere Social Street uno strumento ufficiale di partecipazione collettiva al miglioramento della vivibilità urbana, e di mettersi così in ascolto delle istante promosse dalla piattaforma. Tutte le segnalazioni raccolte saranno inviate agli enti di competenza che, valutando la situazione, interverranno con le misure adatte.

Palermo Pulita non è l’unica iniziativa, tra le altre vi è stata anche quella di candidare Palermo come patrimonio dell’umanità Unesco per l’itinerario arabo-normanno, in cui chiunque ha potuto partecipare scattando foto ad una delle bellezze artistiche di quel periodo storico-artistico e allegando alle stesse l’hashtag #patrimoniounesco. Sicuramente in futuro non mancheranno altre iniziative.

L’esempio di Social Street Palermo dimostra come i Social Media e gli strumenti ad essi correlati possono essere mezzi di aggregazione utili al miglioramento della qualità della vita, e non solamente dei mezzi pericolosi per chi ne fa uso o, al contrario di come si pensa, strumenti che facilitano il crimine.

Finalmente un’iniziativa che coinvolge Palermo come cittadinanza, dove le persone sono consapevoli che per migliorare la vivibilità di una città devono fare anche la loro parte. Social Street ha permesso il rovesciamento del rapporto governanti-governati dimostrando alle istituzioni che anche il cittadino è in grado di sapere gestire la cosa pubblica. La mia speranza è che questo sia l’inizio di una svolta per la città.

Cosa ne pensi? Io ho espresso la mia su questo argomento, adesso tocca a te: esprimi la tua opinione commentando l’articolo.

 

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Seo, Digital Advertising & Growth. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

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