Utenti insoddisfatti, fornitori non pagati, aspettative non mantenute. Italiacom rischia di diventare è diventata il classico caso dell’azienda che, partita da zero e investendo molte risorse, rischia di bruciarsi in fretta come un fuoco di paglia perché non ha saputo mantenere le promesse, specie quelle fatte durante le campagne di comunicazione. Tutto è cominciato con la diffida di Altroconsumo per le pratiche commerciali scorrette e per i troppi disservizi, successivamente l’indagine condotta da Striscia la Notizia ha dato maggiore risalto alle accuse imputate all’azienda nata e operante a Palermo (puoi visionare il primo video e il secondo sul sito web del programma televisivo).

Italiacom è stata lanciata in pompa magna con spot a diffusione nazionale, affissioni, cartellonistica, sponsorizzazioni, ed ha anche presenziato eventi benefici. In questi casi, spendere ingenti somme in campagne di comunicazione per una giovane azienda conferisce molte, forse troppe aspettative agli occhi del potenziale cliente. Se poi, oltre a non mantenere le promesse di comunicazione fatte, ci si aggiunge una qualità del servizio scadente, la delusione per chi cliente ci è diventato è di gran lunga superiore. Volendo analizzare il copy dello spot sopra condiviso, un'”offerta competitiva e trasparente” non comprende di certo un costo di attivazione esoso e un costo di uscita dal servizio, una clausola vessatoria, un servizio erogato con ritardo o addirittura non erogato. In più, bisogna aggiungerci un’assistenza telefonica inesistente. Feedback negativi reali che si scontrano con una comunicazione di benefici poco reali.

E l’amministratore delegato Salvo Castagna cos’ha fatto in questo periodo per migliorare la qualità del servizio e la soddisfazione del cliente, e rispondere così alle varie lamentele e ai disservizi? Se l’è cantata e se l’è suonata. Famoso è stato il suo spot tv dopo la partita della Nazionale di Calcio Italiana del suo ultimo singolo musicale. Un indizio che voglia più investire su sé stesso che sulla sua azienda, come sostiene peraltro nel suo sito web personale dichiarando di non essere più amministratore delegato di Italiacom e di dedicarsi interamente alla sua carriera musicale. Anche se sembra avere smentito le sue stesse dichiarazioni nell’intervista a Striscia affermando che la musica sia più un divertimento.

Pensare e investire in grande può essere un’arma a doppio taglio. Le aspettative possono essere smentite in un attimo, non solo quelle dei clienti, ma anche quelle dell’azienda stessa. E in questi casi ci si può trovare davanti al bivio in cui molte aziende di questi tempi si trovano per svariati motivi, ovvero il bivio tra la morte del progetto imprenditoriale, come sembra sia destinato un altro operatore telefonico, Bip Mobile, e la crescita. Quest’ultima però, è possibile solo attraverso una ponderata pianificazione del proprio business e della propria comunicazione. Forse, Italiacom avrebbe dovuto programmare meglio il suo piano di crescita, e avrebbe dovuto pianificare il Marketing e la Comunicazione in modo più oculato.

Per quanto riguarda l’intera vicenda, sicuramente ci saranno sviluppi in seguito.

Aggiornamenti

 

  • 14 Febbraio 2014. Striscia la Notizia è tornata a parlare di Italiacom. Nel servizio di parla di altri disservizi, di “strane” società con lo stesso nome dell’operatore ma diversa forma societaria, e di contributi richiesti agli utenti ma non dovuti per violazione del diritto di recesso in base a quanto scritto nel Codice delle Telecomunicazioni.
  • 25 Febbraio 2014. Articolo del Sole 24 Ore. L’Autorità Garante delle Comunicazioni sta decidendo sulla vicenda. Telecom Italia vanta un credito di 1,5 milioni di euro nei confronti di Italiacom. La società sembrerebbe aver valutato la cessazione di attività, ma Salvo Castagna ha smentito questa opzione dichiarando il possibile ingresso di nuovi soci.
  • 7 Marzo 2014. Interviene ufficialmente l’AgCom. Con una delibera, il Garante delle Comunicazioni impone a Telecom di fornire le linee telefoniche ad Italiacom fino al 1° Aprile, mentre obbliga l’azienda di telecomunicazioni palermitana a creare i codici di migrazione per permettere agli utenti di cambiare gestore.
  • 18 Marzo 2014. Sanzione AgCom. Dopo i primi provvedimenti che comunque l’hanno salvata, il Garante ha sanzionato Italiacom: ha imposto il rimborso dei 100 euro chiesti dall’operatore ai propri clienti a titolo di “contributo aggiuntivo”, in quanto avrebbe agito secondo una condotta inadeguata.
  • 7 Aprile 2014. Arriva il distacco del servizio. A seguito della scadenza del termine imposto dall’AgCom, dal 2 aprile è iniziato il distacco delle linee telefoniche dei clienti Italiacom, a causa del mancato pagamento del debito che la società ha accumulato nei confronti di Telecom.
  • 10 Aprile 2014. Le associazioni dei consumatori si iniziano a muovere. Tra queste, Adiconsum fornisce informazioni su come muoversi in caso di distacco del servizio.
  • 28 Maggio 2014. Italiacom preleva somme dalla carta di credito. Secondo quanto denunciato da Altroconsumo, la società telefonica, oramai sull’orlo del fallimento, starebbe prelevando dalle carte di credito di molti dei suoi clienti importi fino a un valore di € 400. L’associazione dei consumatori fornisce indicazioni al fine di interrompere questo “disservizio”.
  • 22 Giugno 2014. Italiacom è stata dichiarata fallita. Il 6 Giugno, per la compagnia telefonica è iniziata la procedura concorsuale del fallimento. A Novembre sarà verificato lo stato del passivo. Per i clienti che vogliono contestare il prelevamento indebito dei €400 euro, potranno contattare il curatore fallimentare o, in alternativa, avvalersi della direttiva sui servizi di pagamento.

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Web Marketing. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

4 thoughts on “Italiacom: il classico caso di un fuoco di paglia ?

  • Seby

    Se posso, vorrei attirare l’attenzione dei lettori su questo blog:
    http://www.rosalio.it/2014/01/23/salvo-castagna-e-italiacom-a-striscia-la-notizia/

    Ottimo articolo!

  • Adelia

    I miei dubbi sulla compagnia telefonica, sbucata dal nulla e da subito proiettata ai più alti livelli di visiblilità e concorrenza nazionale, sono nati dalla loro prima campagna di cartellonistica “Non vi prendiamo per il C…hissacchè”. Alla luce degli ultimi avvenimenti, ha un suono tutto diverso quello slogan.
    Poi lo scorso luglio partecipai all’evento benefico “Italiacom with love”. Fu quello il momento esatto in cui compresi che Salvo Castagna aveva messo su l’azienda solo per finanziare il suo alter ego canterino…ahahha.

  • Chiara

    Io non mi considero un’ingenua, come altri ho ritenuto di rischiare con Italiacom consapevole che si trattava di un azzardo, data la compagnia nuova e le tariffe aggressive. Ci ho rimesso complessivamente circa 150 euro, considerato da un lato l’alto costo di attivazione e i 100 euro sottratti illecitamente, ma dall’altro il traffico telefonico e Internet a costi irrisori per 5 mesi.
    Avevo fatto questa scelta in quanto, per il mio traffico telefonico e Internet, le tariffe di qualsiasi altra compagnia sono eccessive, anche quella migliore, e comunque prevedono sempre un impegno duraturo e anch’esse un costo di attivazione e di recesso.
    Avevo rischiato anche con la BIP, acquistando tre schede telefoniche, ma in tal caso la perdita non c’è stata perché il costo del traffico telefonico era talmente basso da ammortizzare la perdita del credito residuo; inoltre non vi erano costi ulteriori oltre quello delle schede: però avevo avuto la cautela di non fare la portabilità del mio numero principale.
    In conclusione, tornerei probabilmente a rischiare con un’altra compagnia per il traffico mobile, mentre forse sarei più cauta per il traffico di telefono e ADSL dati i costi accessori fissi alti.

    • Dario Valentino Post author

      Ciao Chiara, qui nessuno ti considera un’ingenua, né tantomeno gli altri 300 mila utenti che si sono abbonati ad Italiacom. D’altronde, è grazie a persone che, come te, decide di dare fiducia a queste aziende, che non ci troviamo più nel monopolio della SIP/Telecom.
      Forse però, ci manca ancora quella consapevolezza di consumatori critici di comprendere in anticipo il vero valore di queste aziende, che promettono tariffe troppo economiche e vantaggi troppo convenienti nelle loro pubblicità e in tutte le altre forme di comunicazione, promesse che poi non sono mantenute nel momento in cui usufruiamo dei loro servizi.
      Il punto sta proprio qui, nell’ingannare il potenziale cliente con pubblicità faraoniche e promesse fasulle. Non è una questione di ingenuità, ma come hai detto tu di rischio. E, secondo me, hai fatto bene a rischiare.

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