persone in fila davanti i negozi
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Bernbach Dice: non basta che un prodotto sia conosciuto, deve essere ricercato

Riprendiamo la rubrica “Bernbach Dice” con questa citazione del famoso pubblicitario:

“Getting a product known isn’t the answer. Getting it WANTED is the answer. Some of the best known product names have failed.”

 

Ovvero: rendere un prodotto conosciuto non è la risposta. Rendenderlo RICERCATO è la risposta. Alcuni dei nomi di prodotto più conosciuti hanno fallito. A volte, non basta che un prodotto sia conosciuto dalla maggioranza o meno della gente, bisogna che essi lo possano desiderare. In un mercato sempre più segmentato e saturo, dove è difficile per l’offerta trovare la propria domanda, complice anche un minor potere d’acquisto, sono sempre meno i prodotti e servizi che sopravvivono. Per questo, per emergere dalla massa, dalla moltitudine di beni offerti, bisogna trovare nuovi metodi e nuove tecniche. E per far questo non bastano le classiche strategie di marketing e di comunicazione. Bisogna anche fidelizzare i clienti, coccolarli, farli sentire speciali. Ma anche investire in strategie e tecniche innovative, investire tempo su come migliorare i propri prodotti e servizi in base alle indicazioni e feedback suggeriti dai clienti per renderlo desiderabile. Bisogna dunque fare qualcosa in più degli altri, fare di più.

Negli ultimi anni, molte aziende, tra cui anche alcune multinazionali hanno iniziato ad investire nel territorio palermitano. Le possiamo definire dei brand “di culto”, perché offrono prodotti desiderati dal pubblico: le settimane antecedenti all’apertura di negozi come ad esempio H&M o Disney Store c’è stato un gran parlare e c’era molta attesa da parte dei fan e sostenitori di queste aziende, che non vedevano l’ora di veder aperto il punto vendita del proprio brand preferito anche a Palermo. Ma anche altre attività locali possono rientrare in questa categoria di beni desiderati: tra questi, possiamo citare i gelati di Stancampiano e Brioscià, o la catena di negozi Giglio che vende abbigliamento e accessori di lusso, o infine i prodotti per la casa Rio Casa Mia della palermitanissima Kemeco, richiesti sul mercato e in competizione a livello nazionale con altri grandi brand come P&G o Unilever.

Tutte queste aziende non sono cresciute con il solo aiuto della fortuna (anche se questa fa sempre la sua parte), ma perché hanno saputo pianificare e prevedere in modo corretto i bisogni e i desideri della gente, e fatto qualcosa in più rispetto alla concorrenza. Questo è un suggerimento a quanti, in questi anni, hanno deciso di aprire un’attività – mi vengono in mente per primi pub, ristoranti e pizzerie – ed in un anno o poco meno hanno chiuso, perché non hanno previsto un piano strategico di Business, presi dal desiderio di assicurarsi il prima possibile un futuro e della troppa voglia di voler vendere qualcosa. L’innovazione e la creatività di certo non gli saranno mancati, lo spirito imprenditoriale invece sì.

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Web Marketing. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

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