"Chuck Norris was here"

Come puoi leggere dall’immagine, Chuck Norris è stato qui. Precisamente a Finale, un comune nella provincia di Palermo. Questo cartello, visto così, non ha molto senso: io l’ho visto messo su una aiuola.

Street Art Finale

Immagine presa dalla pagina Facebook “Finale -PA”

Originariamente si trovava su questa scultura rotta. E conoscendo il fenomeno dei “Chuck Norris Facts” si può comprendere il senso della frase. L’idea è venuta allo studio di grafica e comunicazione visiva neronera, nell’ambito di un laboratorio di pittura realizzato in collaborazione con l’amministrazione del comune di Pollina. Dopo aver promosso l’iniziativa #invasionidigitali volta alla valorizzazione del patrimonio culturale locale con l’utilizzo di Internet e dei Social Media, l’agenzia, insieme al Comune, ha sostenuto l’idea di un professore d’arte fornendo ai cittadini colori e pennelli per colorare i vasi di Finale. Alcuni di questi vasi, hanno dei chiari riferimenti alla cultura popolare, come il vaso del sottomarino giallo, un omaggio alla famosa canzone dei Beatles e al film “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”. Inoltre sono stati eseguiti interventi di Street Art. Tra questi, mi ha appunto colpito quello di Chuck Norris.

“L’idea è nata da una di quelle immagini demotivational che vengono condivise su Facebook. Avevamo visto una pietra gigantesca spaccata e il payoff recitava che Chuck Norris era stato lì, o che a Chuck Norris non piacciono le pietre”, afferma Luca Caruso di neronera. Così durante un workshop con gli studenti della scuola media con cui hanno dipinto i vasi tornò in mente l’idea del scultura rotta. “Eravamo certi che qualche intervento simile fosse già stato realizzato, per cui ci siamo lanciati su Google per farci un’idea di che frase utilizzare per attribuire a Chuck Norris la responsabilità della rottura dell’opera. L’indecisione era tra qualcosa del tipo ‘a Chuck Norris non piace la scultura’ e ‘Chuck Norris è stato qui’, ha vinto la seconda perchè non volevamo rischiare di offendere l’artista”. La cosa sensazionale è stata la reazione di passanti e turisti, che cercavano di interpretare il cartello: “Molti hanno pensato che Chuck Norris fosse stato veramente a Finale e chiedevano informazione su quando fosse venuto, altri hanno incredibilmente pensato che la scultura fosse sua!”. Purtoppo l’intervento dopo pochi giorni è stato tolto e poi riscovato e rimesso sulla sopraddetta aiuola, prima di sparire del tutto.

Questo intervento dimostra come una semplice ma efficace idea creativa possa rendere un oggetto, in questo caso una scultura, un potente strumento di comunicazione, trasformando e tavolta sovvertendo il senso originale dell’oggetto. In più, se sì considerano anche i vasi dipinti, ci si può rendere conto di come con delle ottime iniziative, che coinvolgano non solo uno studio creativo e il Comune, ma tutta la comunità di un paese, si possa rendere questo un posto più gradevole e vivibile.

Tu che ne pensi?

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Seo, Digital Advertising & Growth. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *