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Vedere il bicchiere mezzo pieno anche con la crisi

“C’è crisi”, “siamo in un momento di crisi”; oppure “l’azienda ha messo in cassa integrazione i propri dipendenti” o “ha chiuso per mancanza di risorse”. Tante volte mi è capitato di ascoltare frasi simili, penso capiti spesso a molti di voi.

Io mi sono stancato dell’inflazionato e abusato termine “Crisi”. Non posso negare che esista; non posso asserire che non si stia vivendo una situazione di disagio economico e sociale, trasversale a tutti i settori, a tutte le classi (ammesso che ancora esistano) e a tutte le regioni d’Italia. Per fare un esempio che ci tocca da vicino, leggendo il rapporto “L’analisi congiunturale dell’economia siciliana nel 2012” realizzato dal Servizio Statistica del Dipartimento Bilancio della Regione Siciliana in collaborazione con l’Istat, lo scenario delineato non mostra segnali incoraggianti: il PIL Regionale nel 2011 ha registrato un valore negativo (-1,3%) e con stime al ribasso anche per il 2012 e il 2013. Dal rapporto emerge che anche alcuni settori ritenuti fondamentali e strategici per la nostra economia, come il turismo, mostrano segnali di debolezza, seppur lievi.

Qualcosa va fatto per reagire alla “Crisi” e per non rimanere ad osservare passivamente questa parabola discendente. Io ritengo che dove ci sia crisi, ci possa essere anche opportunità. È un po’ come vedere il bicchiere mezzo pieno, se vogliamo. Penso, infatti, che siano soprattutto le situazioni di difficoltà a stimolare l’ingegno, il talento e la creatività delle persone e degli imprenditori, da sempre i protagonisti della nostra economia che è fatta di idee e di eccellenze. È stato così nel periodo del Boom Economico degli anni ’60, perché dunque il miracolo italiano non può avvenire anche adesso? Ovviamente vanno prese in considerazione alcune differenze: in quel periodo le dinamiche di mercato come il rapporto tra domanda e offerta erano diverse, così come le politiche economiche e fiscali; la globalizzazione e la concorrenza internazionale erano fattori meno influenti di quanto siano oggi. Inoltre, a quei tempi il margine di errore consentito a un imprenditore era ampio, oggi quel margine non è esiste più e sbagliare investimento o progetto di business risulta spesso fatale.

E allora cosa si può fare? Ritengo che la risposta più sensata sia provare a comprendere e gestire i cambiamenti del mercato, pianificando in anticipo le proprie mosse e quelle dei concorrenti. C’è una pratica poco e mal diffusa tra le imprese, a Palermo e in Sicilia come in tutta Italia: la mancanza o la cattiva pianificazione del proprio business. Molte attività locali nascono senza avere realizzato un Business Plan o senza aver valutato attentamente la fattibilità degli investimenti. Il pensiero comune, che si traduce in una cieca prassi pseudo-imprenditoriale, è “intanto apriamo, poi vedremo come va”. Questa strategia, se così possiamo definirla, genera imprese con le idee confuse e con i giorni contati, molte di queste infatti saranno destinate a morire, cioè a chiudere, entro il loro primo anno di attività. Pianificare, secondo me, è la via maestra da percorrere per far fronte al cambiamento e all’incertezza del mercato.

Logo HBA ProjectQuesto mi ha portato ad aderire al progetto Happy Business Application. Quando astudio.it mi ha proposto di collaborare per lo sviluppo di HBA Project ho subito accettato, perché ho condiviso l’idea che offrire alle aziende, soprattutto alle piccole e medie imprese, un supporto di pianificazione gratuito per controllare il proprio budget, per pianificare il Marketing e per gestire le relazioni con i clienti fosse fondamentale per tentare di cambiare con strumenti concreti e operativi lo stato delle cose. La prima condizione per sopravvivere alla crisi e sviluppare un business, senza rimanere in balìa delle evoluzioni del mercato con alterne fortune, è assumere un maggior grado di pianificazione e controllo sulle proprie attività: solo così si potrà realizzare un cambiamento di scenario e le imprese saranno in grado di competere in modo sano, potendo raccontare di nuovo storie di successo, storie “Happy”.

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Web Marketing. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

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