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La farmacia: sempre più un punto vendita

La farmacia si è trasformata in un negozio a tutti gli effetti, come quelli della Grande Distribuzione Organizzata. Ho avuto questa percezione quando, l’altro giorno, sono entrato nella farmacia cui sono solito andare. Non che me ne sia accorto solo adesso, ma ci sto riflettendo da un po’.

Certamente la legge sulle liberalizzazioni, rendendo possibile la vendita di farmaci da banco in punti di vendita al dettaglio come i supermercati o nelle parafarmacie, hanno spinto le farmacie ad una politica di vendita più aggressiva e commerciale. Anche la diffusione dei farmaci generici ha stimolato una maggiore concorrenza con quelli “di marca”, riscontrabile all’interno della farmacia stessa.

Lo spazio di una farmacia è in gran parte occupato da floor stand, isole commerciali, avancasse con un cartello scritto “il tuo farmacista consiglia”, all’altezza della cosiddetta distanza di cortesia. C’è una sorta di percorso ad ostacoli da praticare per arrivare al bancone. Eppure questo percorso, che in sostanza corrisponde all’attesa per il proprio turno, è arricchito, per così dire, da tutti questi prodotti, non necessariamente farmaci, ma anche integratori alimentari, prodotti dietetici e cosmetici per stimolare l’acquisto da parte dei clienti, in quanto la zona della coda è considerata ad alta redditività. Questi prodotti sono quelli promossi tramite gli accordi commerciali fatti con gli informatori scientifici e con i fornitori e i distributori: molti di questi prodotti sono infatti in offerta o venduti ad un prezzo scontato. In alto, sopra la cassa, un televisore allieta l’attesa con le informazioni sui prodotti nuovi e quelli in promozione, il tutto arricchito dalle notizie di attualità riportate in sovrimpressione. E, infine, i dottori e le dottoresse alla cassa che, a seconda dei farmaci richiesti o in base al tipo di sintomi dichiarati, ti consigliano questo prodotto piuttosto che quell’altro, come se fossero dei veri venditori.

Sicuramente questa strategia non si riscontra solo a Palermo e provincia, ma su tutto il territorio nazionale. Al di fuori dei confini del nostro paese non penso la situazione sia tanto differente. Tuttavia, mi ricordo tempo fa di essere entrato in una farmacia a Copenhagen, e non mi sono sentito bombardato da messaggi promozionali: c’era molto spazio per l’attesa dei clienti, e i prodotti in offerta si trovavano solamente in una vetrina, mentre tutti gli altri si trovavano dietro il bancone.

Non voglio biasimare questo atteggiamento, ma questa politica aggressiva penso sia esagerata e non giovi al sistema farmacia e, voglio azzardare, alla credibilità della scienza in genere. Non lo pensi anche tu?

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Web Marketing. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

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