388-festino-di-Santa-Rosalia

La campagna di comunicazione dell’edizione del Festino di Santa Rosalia di quest’anno esplora le frontiere della comunicazione web 2.0, sull’onda della diffusione dei Social Network e dei contest web-nativi.

Il centro delle attività è il sito web dedicato, dove è possibile visionare tutte le iniziative che fanno da sfondo alla manifestazione della notte del 14 luglio e il programma della manifestazione stessa. La piattaforma si rivela un autentico aggregatore di contenuti e stimola alla partecipazione e alla condivisione.

Queste iniziative, in un certo senso, sono innovative, specie il contest fotografico da cui è partita tutta la comunicazione online, iFestino, anche se il nome è un po’ banale, in cui chiunque, fotografi professionisti e principianti, può raccontare il festino dal proprio punto di vista scattando una foto. Anche i contenuti video e il flash mob organizzato, il Fest Mob, pur non avendo la caratteristica della spontaneità, costituiscono delle iniziative, virali o no, valide e appassionanti.

Sicuramente questa edizione del festino ha il merito di essersi svecchiata un po’ dai tradizionali mezzi di comunicazione della festa. Di contro, ci sono degli aspetti secondo me non molto azzeccati. Principalmente il pay-off: “Dedicato a chi fa miracoli”. Il gioco di parole potrebbe essere intelligente, se collegato alle storie di chi, nella nostra terra, lotta per sopravvivere o per portare avanti degli ideali e dei valori positivi. Ma se lo si legge così com’è, risulta un po’ equivoco, magari autoreferenziale, da parte dell’amministrazione appena subentrata alla guida della città: sembra infatti voler dire “abbiamo fatto i miracoli per organizzare l’edizione di questo festino pur avendo a disposizione poche risorse economiche“. Inoltre, nella campagna off-line vengono rappresentate persone di provenienza culturale differente dai valori trasmessi dal festino e, probabilmente, non molto interessata all’evento; forse il destinatario medio della comunicazione e, di conseguenza, della manifestazione potrebbe non identificarsi con queste persone, anche se comprendo il volere raffigurare chi fa i “miracoli” per vivere.

Una piccola nota polemica: considerato, anche a furor di proclami che i fondi disponibili per organizzare il Festino erano pochi, c’era bisogno di spendere tutti questi soldi per la campagna di comunicazione, specie per quella realizzata a mezzo affissione? Non si potevano destinare alla festa stessa?

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Seo, Digital Advertising & Growth. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *