consigli riflessioni 0 Commenti ,

5 attività che un’azienda palermitana non dovrebbe fare

Sono 5 le cose che, secondo me, un’impresa di Palermo (aggiungerei anche siciliana e non solo) NON dovrebbe fare in modo assoluto. Dovrebbe, perché nella realtà sono pratiche se non comuni, abbastanza diffuse. Vediamole:

  1. Realizzare delle pubblicità come quelle che vanno in onda su Tgs o altre emittenti locali;

    Personalmente le odio; sono realizzate tutte con lo stesso stile, con un video dimostrativo dei locali, con una voce fuori campo che presenta l’azienda e ne esalta le qualità e i prodotti, con immagini che si susseguono con dissolvenze o effetti di transizione. Sembrano dei video dimostrativi, delle presentazioni fatte con PowerPoint. Inoltre sembrano fatte tutte dalla stessa agenzia (pseudo), vorrei poter capire chi siano… Comunque, se avete intenzione di fare una pubblicità del genere, non fatela, non vi ascolta nessuno, così risparmiate soldi; ci sono altri modi per farsi conoscere (e anche per realizzare spot decenti).

  2. Fare del volantinaggio, inondare la città di volantini e brochure;

    È solo carta straccia; con tutti i problemi che già l’Amia ha, è solo immondizia in più per le strade; se proprio dovete farlo, fatelo solo in zone dove siete sicuri che ci sia qualcuno che li possa leggere e si possa interessare a voi; per esempio, i volantini di un negozio della Grande Distribuzione li distribuisce al semaforo solo vicino il punto vendita, e quando me lo danno lo leggo anche perché è vicino casa mia.

  3. Creare un sito web “vetrina”, come nei primi anni di Internet e non aggiornarlo mai;

    I proprietari dei negozi di abbigliamento sanno quanto sia importante avere una bella vetrina, ma soprattutto sanno che per dare un tocco di novità e freschezza devono rinnovarla spesso, altrimenti non si invoglia la gente ad entrare. La stessa cosa vale per il sito web. Se ti crei un sito web, non lasciare che rimanga tale per troppo tempo, gli utenti posso venire una volta, ma se ritornano e lo vedono tale e quale a prima, sicuramente non ritorneranno, non avrebbero nessun motivo per rivedere le stesse identiche cose. Trovate dei modi per fare ritornare gli utenti sul vostro sito, un consiglio è quello di creare un blog aggiornandolo con notizie sulle attività dell’azienda e sui suoi prodotti;

  4. Creare un profilo persona su Facebook;

    Come ho detto in precedenza, i profili di Facebook dedicate alle aziende sono le Pagine. La pagina è utile per il semplice motivo che la piattaforma del social network mette a disposizione gli “Insight”, che sono le statistiche su chi ha fatto “mi piace” sulla pagina e su chi ha interagito con essa, e sono importantissimi per potere pianificare una qualche strategia di marketing. Non create i profili persona, hanno poca funzionalità, qualcuno potrebbe sostenere che si possono avere più amici che mi piace, secondo voi perché? Secondo me, perché le amicizie fanno numero, e per una persona che vuole avere più amici possibili, è più semplice aggiungere le attività che hanno un profilo personale, ma solo per aumentare il numero dei propri amici e nulla più.

  5. Ingaggiare dei venditori per promuovere i prodotti;

    Per come la vedo io, la rete vendita, sia porta a porta, sia per telefono o sia su appuntamento, è una tecnica di comunicazione antiquata, legata alle logiche di marketing stile anni 80. È vero, la Sicilia può risultare indietro di 20 anni rispetto al resto dell’Italia e dell’Europa per quanto riguarda sviluppo e innovazione, ma le persone non lo sono e anzi, sono più maliziose prevenute di quanto si pensi. Creare una struttura commerciale e assillare le persone su offerte e promozioni e tentare di convincere che la loro azienda “è leader in…” e che non può lasciarsi scappare questa occasione, oltre che stressante è inutile. La sanno le migliaia di giovani che lavorano in questo ambito, come ad esempio chi lavora nei call center. Peggio è ingannare i propri interlocutori. Una volta scoperta la truffa avrete un ritorno di immagine pessimo. Lasciate perdere. Meglio concentrarsi sulle relazioni. Dialogare e ascoltare i propri clienti, avere dei feedback e interessarsi a loro, questo risulta più profittevole, e devo dire che molti commercianti palermitani lo sanno fare bene. Questo è un punto a loro favore.

Spero possiate vedere il mio punto di vista in un’ottica positiva, anche se ho parlato di divieti e cose da non fare. Tutto quello che ho detto, comunque, molte aziende lo mettono già in pratica con risultati eccellenti. Quindi consiglio agli altri di affrettarsi a pianificare bene queste attività perché sono ancora più indietro di quanto questa terra (la Sicilia) lo sia.