Noi di UNIPA
L’altro giorno mi è arrivata una mail nella mia casella di posta (classificata come posta indesiderata) da parte dell’UNIPA, o meglio da Marketing Unipa, dove mi hanno invitato a votare gli ormai “famosi” video della campagna NOI DI UNIPA.
A parte che la campagna è definita come “viral ciak” che virali proprio non lo sono, almeno in sé, non lo si può definire a priori, a parte che il link dove votare rimanda a una pagina di errore, e per vedere i video sono andato a cercarli sulla loro pagina di Facebook, a parte che si può discutere della bontà o meno dei messaggi veicolati (“A come” tutto sommato è passabile, “Gangs of Palermo” mi ha fatto venir fuori un’espressione volgare del tipo “ma che m…”) a parte tutto, c’è da fare una riflessione che sta a monte di tutto ciò.
Da qualche anno l’Università di Palermo sta facendo un gran lavoro di marketing e di comunicazione per cercare in primo luogo di ottenere un numero soddisfacente di iscrizioni e, aggiungo io, per cercare di migliorare l’opinione che gli studenti, le persone hanno di essa in generale. Tutto ragionevole e plausibile, ma io penso che prima di cimentarsi in piani di marketing e strategie di comunicazione bisognerebbe dedicare del tempo a fare qualcosa di fondamentale, cioè a migliorare la qualità del servizio universitario. Basta chiedere agli iscritti all’Università cosa pensano del servizio offerto. Basterebbe ai dirigenti universitari parlare con studenti per capire cosa si potrebbe fare.
La comunicazione non è una ricetta che guarisce tutti i mali. Cioè, la comunicazione e il marketing con i loro strumenti non possono risolvere problemi che preesistono e che stanno a monte di essa. Prima di avviare un insieme di attività di questo tipo, è importante migliorare il prodotto offerto dall’azienda, in questo caso il servizio universitario. Alla lunga verrebbero comunque fuori i problemi momentaneamente nascosti dalla comunicazione e si rischia così di bruciare risorse che avrebbero potuto essere impiegate in altro (e magari le tasse per lo studente subirebbero un aumento…).
Se una campagna di comunicazione promuove idee che generalmente non sono condivise da chi invece ha a che fare con l’azienda che le promuove, voi a chi dareste ragione?

Pubblicato da

dario valentino

Blogger, Consulente Seo, Digital Advertising & Growth. Un patito delle tecnologie, del Web e dello Sport. La mia biografia la trovi alla pagina "Chi sono".

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